“Alfano è un immaturo, lo dicono tutti in giro. La sua segreteria non è mai esistita, è stata il nulla assoluto“. E’ scatenato Marcello Dell’Utri, che ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio 24, ribadisce le sue caustiche critiche ad Angelino Alfano. “E’ normale che un segretario di partito” – chiede polemicamente il senatore Pdl – “non prenda le mie difese dopo che è stato pubblicato il libro “Io so” di Ingroia? Ma vi rendete conto?”. I toni dell’invettiva di Dell’Utri si arroventano proprio sull’ex procuratore aggiunto della Procura di Palermo. “C’è Ingroia che dice che Forza Italia, il partito che ho fondato con Berlusconi, è una diretta emanazione della mafia e Alfano non dice niente? Stavolta sono io a portare in tribunale Ingroia, farò una bella querela”, annuncia. E continua: “Alfano sta zitto perchè gli mancano gli attributi. Del resto, come diceva Manzoni, se uno non ha il coraggio, non se lo può dare”. Il politico stronca anche Giorgia Meloni e tutta la vecchia guardia del Pdl: “Quando vedo in tv Cicchitto, La Russa e Gasparri, cambio canale“. E dichiara con piglio deciso: “Mi ricandiderò con Berlusconi, perchè sono un perseguitato. Voglio lottare fino all’ultimo sangue, spero degli altri“. Poi si concede una lunga filippica contro Ingroia.”E’ un pazzonon è una persona normale” – afferma – “E’ una cosa inaudita che questo signore si permetta di dire “Io so ma non ho le prove”. Ma che cazzo sai? Non è possibile scrivere che Forza Italia è nata grazie alla mafia mentre è un partito nato con il contributo del fior fiore di intellettuali, come Marcello Pera, Martino, Colletti, Melograni, Giuliano Ferrara“. E aggiunge: “Ingroia è decisamente più pericoloso della Boccassini. Pensate che una volta, anni fa, a Pasqua l’ho incontrato e abbracciato, ma pensavo che fosse una persona normale”. Dell’Utri applaude poi il ricorso di Napolitano alla Consulta e confessa che gli piacerebbe recitare in un film. “Lo farei anche se dovessi interpretare me stesso o un politico mezzo mafioso, basta che ci sia un bravo regista come Rosi” – confessa – “Comunque siamo pieni di questi film sulla mafia, che mi fanno schifo. Sono strumentalizzati e danneggiano l’immagine dell’Italia”  di Gisella Ruccia