“Datemi un cacchio di auricolare per sentire. Lo avrete un cacchio di auricolare in questo studio? Non ci sentooo”. Carlo Freccero, direttore di Rai4, sbraita in studio, sbatte i pugni sulla poltroncina. “Ho un palinsesto da presentare tra poche ore e voi mi sembrate la squadra tecnica della serie tv ‘Boris’“. “Quelli almeno fanno ridere” replica Peter Gomez, altro ospite della puntata. E’ il dietro le quinte di ‘Chi vuole la libertà?’. Quello che la stampa non dice. Il battesimo del Fatto Quotidiano in tv. Nel minuscolo studio televisivo di via Valadier a Roma ci si sporca le mani a pochi minuti dalla registrazione della puntata. Un tecnico entra, si arrampica su uno scaletto per sistemare le luci. Intanto nello studio due di Milano, entra Oscar Giannino. Un commento dalla regia entra nell’audio generale dello studio: “Ha mollato er papillon, s’è messo er dorcevita Oscaretto“. Un fuorionda che strappa qualche risata ai presenti in studio a Roma. “I contenuti li avrete spero? Perché come organizzazione lasciate molto a desiderare”, ripete nervoso Freccero. I check audio e video sembrano andare bene. Ma parte il rumore assordante di un frullino taglia metalli. Sono gli operai al lavoro al piano superiore della redazione del Fatto. Freccero si fa sempre più nervoso. “Non ci vengo più, non mi fregate. Cavolo dico ai vertici Rai che ‘stavo a parlare di stampa asservita al Fatto Tv?’. Oh quelli mi cancellano dai palinsesti del 2013. Quelli sono i tecnici di Monti, tagliano tutto. Tutto e tutti. Zac zac anche alle mie grafiche orientaleggianti. Belle, colorate, che belle le mie grafiche di Rai4″. ll frullino si interrompe per fortuna. Una ‘tregua’ di pochi minuti.

Sono le 14,45 la registrazione tv ha inizio. Giannino è stato raggiunto nello studiolo milanese da Piero Ricca (blogger, attivista, collaboratore de ilfattoquotidiano.it). A Roma ultimi ritocchi di pennellino al trucco per la bella Angela Corica, giornalista, altra ospite della puntata. Dopo i primi tre minuti di registrazione e dopo i primi due servizi, Freccero dichiara serio: “Ai giornalisti bisognerebbe pisciargli addosso“. L’ex direttore di Rai2 è netto, cita un grosso dirigente della tv francese per far capire quale opinione abbiano certi potenti manager dei propri dipendenti cronisti. E’ il commento in uscita da uno dei servizi trasmessi. Un servizio mai andato in onda, prima di questa sera, e che nessun altra testata giornalistica, presumiamo, oserà mostrarvi. Nascosto nei cassetti delle redazioni. Un video che mostra quanto noi giornalisti amiamo farci blandire dal potere a suon di regalie.

Arriva il primo break in aiuto. Al conduttore viene comunicato che c’è un rientro terribile dell’audio nei microfoni. Si naviga a vista. Il regista prende una decisione coraggiosa. “Non si comunica nell’auricolare del conduttore”. Imprecazioni degli autori in regia. Altro pugno di Freccero. “Cazzo succede ancoraaaa???”. Giannino perde la flemma: “Mi sembrate un po’ troppo artigianali Petter Gomez (pronunciato così come è scritto). Eventi imprevisti. Connessioni nel collegamento tra Milano e Roma che saltano. Interviene un altro ospite in studio. E’ Marco Colombo, giornalista per la Bbc. Trasecola, probabilmente si chiede: “E ci ho pure preso un aereo da Londra alle 4 del mattino per venire in questo programma di matti”.

Si procede a tappe nella registrazione. I contenuti però ci sono. La fattura dei servizi? Meglio di quanto si creda. Gli interventi lucidi, rivelatori di Marco Travaglio, Peter Gomez, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Antonio Padellaro, Gianluigi Nuzzi, Mauro Masi e tanti altri. E poi gli scoop insabbiati, gli interessi politici ed economici che si celano dietro le proprietà dei giornali. Gisella Ruccia, la videoblogger del Fatto ripesca dagli archivi della rete alcune perle di “audacia giornalistica”. Interviste taroccate, marchette ai politici mascherate da servizi giornalistici, cronisti raccomandati, documenti su accordi di cartello tra editori e altro ancora.

Lo speciale in studio si chiude alle 16,57. La squadra registica, stoica, ripara le falle in ogni dove. Pierpaolo Balani, Paolo Dimalio, Samuele Orini, Niccolò Palomba, lavorano tutta la notte. Il master della puntata è stato consegnato solo poche ore fa. Una società specializzata provvederà a trasmettere il segnale della trasmissione al circuito di canali regionali che coprono l’Italia. Problemi tecnici? Tanti, come avrete capito. Ma quasi tutti risolti, grazie al lavoro indefesso della squadra tecnico-creativa del Fatto Quotidiano Tv. Registi, montatori, grafici e filmmaker che per oltre 24 ore si sono dedicati alla fattura tecnica, e non solo, della trasmissione. Ognuno con il proprio contributo di idee. ‘Chi vuole la libertà?’. Stasera alle 21 in prime time.

Oltre alla trasmissione in streaming su www.ilfattoquotidiano.it  e su www.huffingtonpost.it. Su Hp.It a seguire lo streaming del concerto di beneficenza per aiutare le vittime dell’Uragano Sandy. L’evento #121212 in programma al madison Square Garden di New York a partire dall’1.30 italiane.

Ecco, invece, dove sarà possibile guardare lo speciale in televisione del 12 dicembre alle 21 del Fatto Quotidiano. Piemonte: Videogruppo; Lombardia: Telelombardia; Veneto: Telenordest; Trentino: Rttr; Friuli Venezia Giulia: Telequattro; Emilia Romagna: E’tv; Toscana: Rtv 38; Liguria: Primocanale; Umbria: Umbria Tv; Marche: Tv Centro Marche; Lazio: RomaUno; Abruzzo: Rete 8; Campania: Napoli C21; Calabria: VideoCalabria; Puglia, Basilicata e Molise: Telenorba; Sicilia: Antenna Sicilia; Sardegna: Videolina