Fascicoli di documenti e carteggi sono stati portati via dagli uomini della Guardia di Finanza di Parma e quelli del Nucleo di polizia tributaria di Bologna dalle sedi di Parmalat di Collecchio e di Milano. Le operazioni di perquisizione e sequestro in Emilia e Lombardia nei confronti del gruppo Parmalat sono in corso da questa mattina su disposizione della Procura di Parma nell’ambito dell’inchiesta sull’operazione del gruppo che ha portato all’acquisizione di Lactalis Usa.

Nei mesi scorsi la Procura di Parma aveva aperto un fascicolo sull’acquisizione da parte di Parmalat di Lactalis Usa. L’operazione era considerata sospetta in quanto il gruppo di Collecchio aveva comprato a un prezzo di 960 milioni di dollari l’azienda americana Lag, anch’essa di proprietà del gruppo francese, trasferendo di fatto il tesoretto di 1,5 milioni di euro accumulato da Parmalat durante l’amministrazione straordinaria di Enrico Bondi dopo il crac del 2003. L’indagine era partita dopo una denuncia di Consob, che aveva fatto una segnalazione riguardo all’acquisizione “infragruppo”. Anche i soci di minoranza inoltre avevano chiesto di fare chiarezza sul caso, richiedendo al tribunale un’ispezione nella sede della società di Collecchio per verificare se sono state commesse irregolarità che potrebbero avere danneggiato l’azienda parmense.

Il reato ipotizzato è di appropriazione indebita aggravata con le due aggravanti di abuso di prestazione d’opera e danno patrimoniale grave. I nomi degli indagati non sono ancora noti, ma nell’indagine, coordinata dal pm Lucia Russo, non sono state fatte iscrizioni a tappeto, ma mirate a figure di vertice che risultano maggiormente coinvolte nelle operazioni contestate, la cui posizione potrà essere chiarita anche sulla base della documentazione raccolta nelle sedi del gruppo. Su ordine della Procura di Parma, dalle prime ore della mattina agenti della Finanza in borghese hanno acquisito documenti cartacei e informatici nelle sedi di Parmalat a Collecchio e a Milano, di Lactalis Italia, Pricewaterhouse Coopers, Mediobanca-Banca Credito Finanziario e dello studio legale Durso Gatti e Bianchi. Nel registro degli indagati sono finiti anche i legali rappresentanti delle società perquisite, che avrebbero ricevuto l’avviso di garanzia per consentire i controlli degli uomini delle Fiamme gialle.