Costi altissimi per gli straordinari da pagare il giorno di Epifania. Al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, intervistata dal Corriere della Sera, non piace la decisione del tribunale amministrativo di far votare per le Regionali nel Lazio il 3 e il 4 febbraio. Una sentenza, spiega la titolare del Viminale, che “pone dei problemi molto gravi, soprattutto economici”. “Per rispettare l’iter previsto per la votazione del 3 febbraio, l’ultima fase della raccolta di firme coinciderà con il periodo delle festività natalizie e del Capodanno – chiarisce – Questo vuol dire che il procedimento di esame e di ammissione delle liste si dovrà fare il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, quando gli uffici sono chiusi”. Così, invece, “dovremo tenerli aperti e, tenendo conto degli straordinari che dovremo pagare a tutti i dipendenti presenti, si tratta di un aggravio di spesa esorbitante, anche perché non ci si riferisce soltanto ai dipendenti del Viminale e delle prefetture, ma pure a quelli della Corte d’appello dove ha sede la Commissione centrale elettorale. Il nostro obiettivo primario è quello di contenere la spesa, dunque io non posso non porre il problema”.

Accanto alla questione economica, per il ministro esiste “la possibilità che si crei un grave vulnus all’esercizio del diritto di elettorato passivo, con il rischio che alcune forze politiche possano addirittura essere costrette a non partecipare”. Questo perché c’è l’eventualità che molti elettori non siano rintracciabili ed è possibile che non si riescano a reperire gli ufficiali per autenticare le firme. Cancellieri informerà il governo della situazione nel Consiglio dei ministri di oggi. “Decideremo che cosa fare – spiega – anche tenendo conto che sarebbe opportuno far votare contemporaneamente il Lazio, il Molise e la Lombardia”.