Credo che una letteratura dei sogni, oggi, potrebbe riservarci parecchie sorprese. Se ci fossero anche dei sondaggi basati sui sogni saremmo al “top” – per parafrasare Crozza. Ma forse nessuno ha provato ad analizzare una sorta di internazionalizzazione dei sogni. Ci provo, senza alcuna pretesa scientifica, poiché l’essere vissuto in due mondi, quello italiano e quello svizzero, mi permette di fare alcuni confronti. Qui in Italia, spesso mi capita di sognare prati sterminati con casette da favola con balconcini adorni di fiori. Ma anche di camminare in questi sentieri con aria pulita ed imbatterci in una piccola casetta simile a quelle per gli uccelli e leggervi sopra 6 x 2 franchi. Apri la porticina e ci trovi dentro tante confezioni di uova biologiche. Accanto un piccolo salvadanaio in cui devi inserire i due franchi. Poi prendi la confezione di sei uova e procedi verso casa. Più in là in un’altra masseria, trovi all’esterno una specie di armadio. Lo apri, ci trovi dentro bottiglie di succo di mele o  latte. Sulla porta la scritta 1 bottiglia 2 franchi. Il solito salvadanaio dove mettere le monete. Ma c’è anche il barattolo di marmellata di mirtilli, con il suo prezzo, il pezzo di formaggio nella confezione vakumiert (sotto vuoto). Procedendo nel sogno ti imbatti appena fuori da un bosco in un grande campo di fragole. Il solito cartello ti dice: 2 franchi a cestello. Ti muovi tra le piantine le raccogli e le porti via nei cestelli. Poi accanto al cartello il solito portamonete dove metti i soldi e via. Hai fatto la spesa nei boschi ed in piena campagna senza aver incontrato casse. Davvero un bel sogno.

Il mio amico svizzero invece quando mi racconta i suoi di sogni, mi parla sempre di un posto che ha un cielo terso di un azzurro e di una strada piena di palme con il mare accanto. Di mattina presto la percorre guardando il sole che si alza piano. Il caldo avvolgente e l’odore del mare gli danno un piccolo brivido dietro la schiena che lui chiama felicità. Incontra un chiosco, che profuma di caffè nel quale è possibile anche mangiare dei croissant ripieni di delizie, caldi e fragranti come appena sfornati. Il barista mentre gli serve la colazione gli racconta di come ha passato la serata e insieme seduti di fronte al mare cominciano a parlare del più e del meno come se si conoscessero da tempo. Poi, il sognatore svizzero procede verso la città, e resta ammirato da case bellissime con balconi in ferro battuto sapientemente lavorati, da piccole sculture in pietra che circondano finestre e porte. I panni stesi ad asciugare e il passante con il quale si ferma per chiedere un’informazione, con il quale dopo un po’ intavola una discussione dalla quale potrebbe tirar fuori un romanzo. E la sera con quelle luci delicate e quelle voci continue ci si incontra in una delle tante piazze mentre svolazzano rondini e cantano cicale.

Si dice che i sogni non mentono mai, soprattutto se descrivono qualcosa che è tanto reale perché semplicemente vero. E che tutti ormai preferiscono sognare diversamente. L’italiano vicino a uno schermo che snocciola numeri o grattando su un cartoncino. Lo svizzero ascoltando la radio ogni mattina che ti parla solo di indici di borsa o leggendo un libro in tram. Ma se riuscissero a mettere a posto le cose, magari ogni tanto scambiandosi i sogni, forse vivrebbero ognuno nel proprio posto “una normale vita da sogno”. Oggi lo spread è sotto i 300 punti in Italia e la borsa di Zurigo ha chiuso a più 0,5… Ma chi se ne frega!

di Massimo Pillera