Violenza sessuale aggravata su minorenne reiterata  nell’arco di dieci anni. Questa l’accusa pesantissima con la quale i carabinieri di Novalfeltria hanno arrestato Mario Fortini, il sindaco del paese riminese di Casteldelci.

L’ordine di custodia cautelare che ha portato Fortini agli arresti domiciliari è arrivato a conclusione dell’operazione “Aurora”. L’accusa per il primo cittadino romagnolo è di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Bologna Andrea Santucci su richiesta del pm Simone Purgato, della Dda di Bologna.

Le indagini sono cominciante lo scorso agosto, dopo una denuncia ricevuta dai carabinieri. Al centro della vicenda una ragazzina oggi 15enne che ha raccontato agli inquirenti dieci anni di violenza sessuale del Fortini. Dagli accertamenti, la bimba sarebbe stata costretta a subire atti sessuali di solito all’interno dell’abitazione di quest’ultimo, e qualche volta anche all’aperto.

Sulla base di questa testimonianza i carabinieri si sono presentati il 6 settembre scorso a casa di Fortini con un mandato di perquisizione emesso dal pm di Rimini. Nella perquisizione i carabinieri hanno sequestrato telefoni cellulari, personal computer, chiavette usb, cd rom, dvd ed altri supporti e materiali informatici. E dalle verifiche effettuati su di essi è emerso che questi contenevano materiale pedopornografico. A questo punto dell’indagine, per competenza in materia è subentrata la Dda di Bologna.

Al termine delle indagini, ed in base a quanto ricostruito dai militari, il gip ha emesso il provvedimento restrittivo, che i carabinieri hanno eseguito lunedì 3 dicembre 2012 in tarda serata accompagnando Fortini al suo domicilio. Il Sindaco non potrà inoltre comunicare con nessunn mezzo telefonico né telematico con minorenni, e per sei mesi nemmeno con la famiglia della vittima.

Durante l’estate il primo cittadino di Casteldelci si era separato dalla moglie, che ha una figlia avuta da una precedente relazione. Nel corso delle indagini, dopo la perquisizione dei carabinieri, aveva scritto sulla sua pagina Facebook: “Scuse e malversazioni ignobili e false tutto frutto di una bruttissima separazione da mia moglie. Non sono un tipo che molla, soprattutto quando mi sento perfettamente a posto con la mia coscienza, ma sono anche determinato a non farmi calpestare. Ho piena fiducia nella giustizia. Serenità totale”. E ancora: “Se questa deve essere una croce la porteremo con serenità, ma auguro a chi me l’ha tirata la stessa situazione”.