I sogni non prendono fuoco. È questa la risposta che i militanti di Casapound hanno inviato ai tre “esecutori materiali” dell’attacco incendiario, attuato la notte del 28 novembre scorso, contro la sede dell’associazione Sole e Acciaio ‘Elettra’. L’edificio in via Malvolta, a Bologna, che ospita le riunioni del movimento di estrema destra. Un blitz verificatosi tra il 2 e il 3 dicembre, striscioni appesi in tutte le principali città emiliano romagnole, da Reggio Emilia, a Parma, a Forlì, “per rispondere con le parole a chi tenta di intimidirci”. I tre giovani calabresi, poi fermati dalle forze dell’ordine, ma soprattutto i mandanti, “morali e materiali”.

“Non sappiamo ancora chi abbia concretamente ordinato l’attacco, spetta agli inquirenti scoprirlo – spiega Ferdinando Raiola coordinatore regionale di Casapound Italia Emilia Romagna – ma conosciamo bene l’identità di chi tenta continuamente di sopprimere il nostro movimento”. I partiti, “tutti”, la politica, la sinistra di retaggio partigiano che in Emilia Romagna ha il suo cuore pulsante. Quella che esibisce con commozione le medaglie d’oro alla Resistenza conquistate sull’Appennino contro i fascisti e i nazisti, quella che si riunisce e depone ogni anno corone di fiori per ricordare le donne, gli uomini e i bambini massacrati a colpi di mitra durante la seconda guerra mondiale.

“In una situazione come quella che l’Italia sta vivendo – continua Raiola – i partiti, di destra e di sinistra, veicolano l’esasperazione contro di noi, che finisce per sfociare in gesti violenti”. Un esempio per tutti: “nel reggiano l’Anpi costringe i consigli comunali ad approvare documenti, del tutto privi di valenza giuridica, contro di noi, per impedirci di manifestare, di allestire banchetti, di fare volantinaggio, tutte le attività, insomma, di cui un movimento politico come Casapound si nutre – afferma il coordinatore regionale – quindi se poi andiamo organizziamo un corteo in città è chiaro che la gente ci addita come violenti, razzisti e fascisti”.

E tutti quei riferimenti espliciti all’ideologia mussoliniana? “Non ci sono – replica Raiola – che citassero una sola manifestazione di Casapound dove qualcuno ha fatto il saluto romano o si è vestito da fascista. Il riferimento ai fascisti del terzo millennio non è reato di apologia, altrimenti perché non ci denunciano?”.

La convinzione è che gli attacchi da parte della politica, in special modo di sinistra, siano dovuti alla capacità, di Casapound, di sottrarre voti preziosi in periodo elettorale. I voti dei ‘delusi’ dalla politica. “Il governo Monti ha esasperato la gente e il nostro programma attira molte persone”. Un programma che ha alle spalle “un sogno: quello di un’Italia libera dalle banche, dai governi tecnici, dall’usura, dove la gente sceglie liberamente. E non sarà il fuoco a impedircelo”.

Con un programma, quindi, “una politica e delle idee”, Casapound è pronta per le prossime elezioni. “Abbiamo delle proposte serie, noi non stiamo solo a contestare la casta come i grillini del Movimento 5 Stelle – attacca Raiola – ci faremo avanti e lavoreremo come facciamo tutto l’anno. Del resto non siamo nemmeno come quei partiti che nascono cinque minuti prima che si vada a votare, non viviamo certo per la campagna elettorale”.

Attraverso i ‘blitz’ messi in atto in tutta la regione, quindi, “da un lato abbiamo voluto esprimere solidarietà e stringerci intorno ai ragazzi di Bologna, perché nella nostra comunità attaccare uno di noi significa attaccare noi tutti – conclude Raiola -. Dall’altro, abbiamo voluto ribadire ancora una volta che queste azioni vili non solo non ci fermano ma ci danno ancora più forza in questa nostra lotta contro chi sta rovinando l’Italia: nessuna molotov, nessun sabotaggio, nessun attacco potrà impedirci di continuare a sognare e a lottare per un’Italia sovrana e indipendente”.