Nella prima giornata ci si sono messi la pioggia a tratti battente, il freddo e lo sciopero dei trasporti pubblici. Elementi che tuttavia non sembrano aver scoraggiato coloro che nei giorni scorsi avevano acquistato uno dei 3 mila e 500 biglietti per la tre giorni di visite guidate alla casa di Lucio Dalla, nella centralissima via D’Azeglio, cuore del salotto buono di Bologna. Iniziativa, questa, con una finalità benefica, concepita com’è per raccogliere fondi da destinare al restauro del Comune di Finale Emilia, compromesso dopo le scosse di terremoto del 20 e del 29 maggio scorso.

All’avvio delle visite a casa Dalla, sono state centinaia le persone che si sono presentate puntuali all’apertura, a mezzogiorno, incolonnate ordinatamente lungo le transenne che segnano l’inizio del percorso nell’abitazione del cantautore scomparso il 1 marzo 2012. E alle 17, due ore prima della chiusura, altrettante erano ancora lì, in attesa del proprio turno, tanto che Claudia Tonelli Rossi, capo delegazione del Fai di Bologna, afferma che “l’esito della giornata è felice e positivo”. E aggiunge: “Ciò che colpisce è il rispetto dimostrato dai visitatori che in silenzio hanno attraversato il mondo di Lucio Dalla. Alcuni, e non sono pochi, si sono commossi di fronte agli oggetti che furono suoi e che ancora oggi lo tengono in vita raccontano l’uomo e l’artista che fu”.

Il Fai, il Fondo Ambiente Italiano del quale Dalla era socio onorario, ha lanciato l’idea di coniugare la beneficenza post terremoto e un viaggio nel mondo del cantautore. E studiando il percorso per i visitatori – accompagnati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna – non hanno voluto alterare nulla, lasciando arredi e complementi così com’era il giorno della scomparsa dell’artista. La visita, per chi entra nell’edificio, inizia nel vestibolo che fa da ingresso, quello in cui ci sono i dischi d’oro. E poi prosegue nello studio privato di Dalla, dove c’è ancora il suo computer e dove sono radunate alcune delle opere d’arte che il cantautore collezionava.

Chi partecipa alle visite nella decina di stanze aperte, tutte concentrate al primo piano dell’edificio del centro storico, varca quindi la soglia della sala del cinema, quella dove c’è lo schermo davanti al quale Dalla, i suoi amici e i suoi collaboratori si radunavano per vedere film e spettacoli. Immancabili, quindi, la sala del pianoforte, dove l’artista lavorava e componeva le sue opere, e quello che ospita le collezioni d’arte antica e contemporanea che hanno contribuito a rendere celebre l’abitazione di via D’Azeglio quando Dalla era ancora in vita.

“Ogni oggetto”, ribadisce Claudia Tonelli Rossi del Fai, “è stato lasciato dov’era, nel progettare i percorsi delle visite nessuno ha spostato niente, non è stata apportata alcuna alterazione rispetto a come Dalla aveva concepito le sue stanze. Nemmeno i portacenere hanno cambiato posto perché la nostra intenzione era quella di far respirare l’atmosfera di casa Dalla, non solo di farla vedere. E l’impressione è che il pubblico lo percepisca”.

Ognuna delle visite è affiancata dai volontari dell’Accademia, alcuni dei quali hanno trascorso ore sotto la pioggia per accogliere i visitatori. Si tratta di una trentina di ragazzi che segue il corso di comunicazione e didattica dell’arte dell’università di Bologna, quello coordinato da Cristina Francucci, direttrice dell’omonimo dipartimento. “È anche grazie a loro”, ha commentato la docente, “se i percorsi sono caratterizzati da estremo ordine ed estrema tranquillità. E per i ragazzi questo incarico è un importante momento formativo perché si confrontano sul campo con il difficile compito di raccontare l’arte a chi è digiuno o quasi di concetti specifici”.

Gli ingressi continueranno fino alle 19 di domenica 2 dicembre, quando la tre giorni giungerà a conclusione. E dal punto di vista dell’obiettivo – la raccolta fondi per Finale Emilia – già prima della partenza era stata raggiunta quota 35 mila euro circa. Ma non sarà l’unica che si lega alla memoria dell’artista bolognese. Se Lea Melotti, la cugina divenuta portavoce degli eredi, chiede a proposito della fondazione “del tempo, la famiglia Gaber ci ha messo 3 anni”, altri progetti sono già in dirittura d’arrivo. In uscita è lo speciale “Là dove il mare luccica” nella doppia versione base (3 cd) e deluce (4 cd) e con l’avvicinarsi del Natale è previsto “un itinerario nei luoghi di Dalla con i suoi presepi: non oggetti monumentali, ma presepi affettuosi, belli e familiari’’, ha spiegato Melotti.

La casa sarà inoltre riaperta a gennaio, in concomitanza con Artefiera, mentre sono in preparazione eventi speciali per il prossimo marzo, a un anno dalla morte di Lucio Dalla e a ridosso del suo compleanno, dato che l’artista nacque il 4 marzo 1943. Di certo, al momento, c’è una quattro giorni musicale in piazza Maggiore, per quanto non sia alcuna stata preparata la lista degli artisti che parteciperanno né sia stata individuata la data esatta.