Carla Bissi da Forlì nessuno la conoscerebbe se nei primi mesi del 1980 il produttore dell’allora Emi, Angelo Carrara, un signore che aveva puntato su Franco Battiato, scoperto Pierangelo Bertoli, poi successivamente Ligabue, non avesse deciso di trasformarla in Alice. Via anche il cognome fittizio, Visconti, ed ecco il successo secco al Festival di Sanremo 1981. Per Elisa è il brano a dir poco memorabile a cui fa seguito il successo europeo (molto in Germania, forse per il progressive marziale di certe melodie) e un relativo silenzio che porta comunque a 16 album in trent’anni di attività.

L’ultimo lavoro di Alice, Samsara, è diventato un tour che ha avuto il 29 novembre a Correggio un’anteprima speciale, un debutto ufficiale a Forlì il 30 novembre al Teatro Fabbri, poi l’8 dicembre a Rimini (teatro Novelli) e il 2 febbraio 2013 a Bologna (Teatro Manzoni).

Tiziano Ferro e Franco Battiato tra gli autori dei nuovi brani e alcune tracce ispirate e dedicate a Lucio Dalla (Il Cielo), a Giuni Russo (A’cchiù bella) e a I Califfi (Il mattino). Uscito a settembre 2012, Samsara è rimasto a lungo tra i primi venti dischi più venduti in Italia: “Mi sono resa conto che nella vita ciò che conta è fare tutto bene, senza lasciarsi condizionare dai risultati da ottenere”, ha spiegato recentemente la cantante forlivese che da parecchio tempo si è trasferita in Friuli, “Credo di essere stata sempre coerente anche quando non sapevo quello che volevo, sapevo perfettamente anche quello che non volevo, e per questo interruppi anche un contratto discografico”.

Due volte Alice ha cambiato etichetta: e se nel 1995 aveva abbandonato la Emi per la più internazionale Wea, ecco nel 2003 Viaggio in Italia, rifugiato sotto l’etichetta indipendente Nun/Edel, diventare una vera e propria scommessa, vinta, nel reinterpretare alcuni classici d’autore come Auschwitz di Guccini, Lindbergh di Fossati e Atlantide di De Gregori.

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