L’assessore all’Economia ha dato forfait poche ore dopo essere stato nominato. Quello agli Enti locali potrebbe invece essere messo alla porta a breve. Comincia nel segno delle defezioni l’avventura di Rosario Crocetta alla guida della Regione Sicilia. Il neo governatore aveva allestito una giunta fatta da tecnici: alcuni completamente esterni alla politica, come il cantautore Franco Battiato al Turismo e lo scienziato Antonino Zichichi ai Beni culturali, ed altri indicati invece dai partiti che lo sostengono, il Pd e l’Udc. Neanche il tempo di convocare la prima riunione del neo governo regionale, però, che l’ex sindaco di Gela ha dovuto incassare il primo no della sua nuova esperienza sullo scranno più alto di Palazzo d’Orleans. Francesca Basilico D’Amelio, nominata da Crocetta al vertice del delicatissimo assessorato all’Economia, ha infatti deciso di farsi da parte. Motivo? Per i prossimi due mesi non si sarebbe potuta allontanare da Roma, dove lavora da anni. “Non era possibile, purtroppo, attendere due mesi, considerata la necessità di approvare il bilancio nel più breve tempo possibile” ha spiegato il neo governatore, che ha subito nominato un sostituto: sarà Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, a doversi occupare dei delicati conti della regione Sicilia, che secondo la Corte dei conti dovrebbero sfondare quota sei miliardi di euro di deficit entro la fine dell’anno.

Le grane per il neo governatore però non sono finite qui. Ha fatto discutere nelle ultime ore anche la posizione del neo assessore alla Funzione pubblica e agli enti locali Patrizia Valenti, che era stata indicata dall’Udc. Nel frattempo però è emerso il suo coinvolgimento in un’inchiesta della procura di Messina per fatti del 2009. Valenti, quand’era al vertice del consorzio siciliano autostrade, non avrebbe dato seguito per alcuni mesi ad un provvedimento del Tar che era invece immediatamente esecutivo: per questo è accusata di omissione d’atti d’ufficio. Il ruolo del neo assessore nell’inchiesta è considerato marginale rispetto agli altri indagati, ma a febbraio dovrà comunque presentarsi a giudizio. Una condizione che sarebbe stata taciuta al neo governatore. “Non sono stato assolutamente informato dall’assessore della sua condizione giudiziaria. Questo non mi sembra affatto leale, l’assessore ne tragga le necessarie conseguenze” ha replicato Crocetta.Così la nuova giunta regionale ha perso il secondo pezzo: dalle nomine di Crocetta non è passata neanche una settimana. “Io sono stata chiamata da tecnico a svolgere un lavoro per il bene della Sicilia e preferisco non intromettermi in questioni dal sapore politico. Ringrazio l’Udc per la fiducia che mi ha accordato, ma non sono abituata a stare dentro i giochi politici. Sono un dirigente dell’amministrazione regionale e una servitrice leale dell’interesse pubblico e per questa ragione ho deciso di rimettere il mio mandato nella mani del presidente della Regione” ha fatto sapere con una nota Valenti. Che, in passato era stata vicina a Salvatore Cuffaro, l’ex governatore ora condannato in via definitiva a sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Quando Cuffaro era presidente, infatti,  l’ex assessore agli Enti locali aveva guidato la sua segreteria tecnica.

L’ex governatore, ora detenuto a Rebibbia, era stato sostenuto anche un’altra donna che Crocetta ha oggi chiamato a far parte della sua giunta: si tratta di Ester Bonafede, sovrintendente dell’orchestra sinfonica siciliana e nuovo assessore al lavoro, che alle elezioni regionali del 2006 era stata candidata nell’Aquilone, la lista personale di Cuffaro che vinse le elezioni contro Rita Borsellino. Era stato candidato con Cuffaro anche Dario Cartabellotta, candidato alle regionali del 2001 con il Cdu e oggi nominato da Crocetta assessore all’Agricoltura. “L’Udc non è più quella dei tempi di Cuffaro” ha replicato a più riprese il neo governatore. Che però nelle ultime ore ha raccolto anche la benedizione di Silvio Cuffaro, fratello dell’ex presidente della Sicilia. “Mio fratello – ha dichiarato il minore dell’ex presidente al quotidiano on line livesicilia.it – sceglieva sempre gente capace per i posti importanti. Ha fatto crescere questa regione e anche la sua classe dirigente. E oggi Rosario Crocetta lo conferma con le sue scelte. Tra i due ci sono molte analogie. Crocetta incontra la gente per strada. Bacia tutti. E poi ha affidato la Sicilia alla Madonna”. Appena eletto, infatti, Crocetta ha affidato la Sicilia alla Madonna delle Lacrime di Siracusa. “Noi siciliani – ha spiegato il neo governatore – siamo un grande popolo e il fatto di affidare noi stessi ad una grande donna come Maria  è un atto semplice di devozione”. Lo stesso devotissimo gesto già compiuto da Cuffaro nel 2007.

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