Venti di scissione nel Pdl dell’Emilia-Romagna. Dopo la candidatura alle primarie di Gianpiero Samorì, la separazione di Isabella Bertolini e i malumori dei rottamatori di Galeazzo Bignami ecco un nuovo partito che torna alle origini del berlusconismo primigenio. Si chiama Azzurri 94 con Silvio Berlusconi e fin dal nome si comprende bene quali sia il loro obiettivo: il ritorno all’epoca della discesa in campo del Cavaliere.

Le primarie “non ci interessano”. E il gruppo dirigente del partito, da Angelino Alfano a Ignazio La Russa, è “l’unico responsabile” del tracollo del centrodestra nell’ultimo anno, dicono gli Azzurri 94, ma non solo, perché per loro Silvio Berlusconi “deve tornare in campo, perché lo vuole la sua gente”.

Se il contesto fosse il più classico dei congressi di partito, la richiesta di dimissioni per il segretario e tutti i vertici del Pdl sarebbe automatica. Di fatto, invece, in Emilia-Romagna si prepara il terreno per lo spacchettamento del Pdl e la nascita della “Cosa azzurra” che, con ogni probabilità, è nei pensieri di Berlusconi. “Siamo pronti a seguirlo, non escludiamo lo spacchettamento del Pdl”, affermano i fondatori del neonato movimento che oggi a Bologna hanno presentato il loro manifesto e che sponsorizzano apertamente un “ritorno ai valori e alle idee di Forza Italia“.

Persino nel logo: lo stesso tricolore di Fi con la scritta bianca “Azzurri ’94” in diagonale. Il coordinatore regionale è il ravennate Rodolfo Ridolfi, gia’ fondatore di Forza Italia, e al suo fianco figurano, tra gli altri, nomi importanti del centrodestra emiliano-romagnolo: il senatore Massimo Palmizio (fuoriuscito dal gruppo Pdl in Senato); il capogruppo in Regione Luigi Giuseppe Villani e il consigliere regionale del Pdl Gian Guido Bazzoni; il numero uno del Pdl in Consiglio provinciale a Bologna, Luca Finotti; i capigruppo del Pdl al Comune di Modena e di Reggio Emilia, Adolfo Morandi e Liborio Cataliotti; la vicepresidente dell’associazione Marco Biagi di Bologna, Angela Labanca.