I pensionati tedeschi possono guardare con fiducia al futuro. I loro assegni mensili aumenteranno significativamente nei prossimi anni, grazie all’ottimo stato di salute del sistema previdenziale pubblico che ha beneficiato della crescita degli occupati e dei loro stipendi. Questo è il quadro contenuto nel Rentenversicherung, il rapporto annuale redatto dal governo di Berlino e pubblicato ieri. A differenza di numerosi Paesi europei – Italia inclusa – che hanno sforbiciato le pensione, la Germania intende aumentarle nel periodo 2013-2016 dell’8,27% nei Laender occidentali e dell’11% in quelli dell’ex Germania dell’Est. L’anno prossimo l’aumento sarà dell’1% nell’Ovest e del 3,49% nell’Est, il maggior aumento dal 1997. I cittadini dell’Ovest potranno recuperare il terreno perduto nel 2015, quando vedranno salire le pensioni del 2,55%, il maggior rialzo dal 1993.

Questi dati hanno immediatemente infiammato la discussione politica, con l’Spd (i socialisti attualmente all’opposizione) che ha accusato il cancelliere Angela Merkel di volersi ingraziare gli elettori con regalie pre-elettorali. Il prossimo 22 settembre – data fissata oggi, anche se non ancora ufficialmente – i cittadini tedeschi saranno infatti chiamati alle urne. E per raccogliere voti anche presso i lavoratori il governo ha deciso che a partire dal prossimo primo gennaio il prelievo in busta paga per la previdenza scenderà dall’attuale 19,6% al 18,9%, livello a cui dovrebbe restare fino al 2018. Questa misura è resa possibile dal florido stato del sistema pensionistico: a fine anno le riserve saranno pari a 1,69 mesi di pagamenti (29,4 miliardi di euro), contro gli 1,5 mesi previsti dalla legge. Chi critica l’aumento delle pensioni deciso dalla Merkel punta il dito contro le previsioni di crescita dell’occupazione e degli stipendi contenuti nel rapporto (gli incrementi previdenziali dovranno infatti essere rivisti se la congiuntura sarà più debole del previsto).

Per rispettare la tabella di marcia fissata gli stipendi lordi dovrebbero crescere annualmente ad una percentuale compresa fra il 2,5% e il 2,8% nei prossimi quattro anni, mentre il numero dei disoccupati dovrebbe scendere dagli attuali 2,89 milioni a 2,85 milioni del 2016. Implicitamente, dunque, il governo Merkel ha rivisto le proprie previsioni sul mercato del lavoro che, fino a oggi, prevedevano la creazione di 250 mila posti di lavoro entro il 2016. Altri interessanti dati contenuti nel Rentenversicherung riguardano le pensioni medie percepite nel 2012 dai 20 milioni di tedeschi che ne hanno diritto: le coppie di marito e moglie hanno potuto contare su complessivi 2.433 euro, gli uomini soli su 1.560 e le donne sole su 1.292. Entro il 2030, inoltre, le pensioni dell’Est dovrebbero essere uguali a quelle dell’Ovest: oggi sono solo l’88,8%. Entro il 2026, infine, le pensioni tedesche dovrebbero crescere complessivamente del 36% rispetto ai livelli attuali. Crisi dell’euro permettendo.