Egregio Direttore de Il Fatto Quotidiano, il signor Andrea Valdambrini vi ha raccontato falsità. Contrariamente a quanto pubblicato sulla vostra homepage con il titolo “Parigi, Formigoni perde aereo e delira: fatemi salire, io ho rapporti con la vostra Ambasciata”, e relativo video a corredo, vi sveliamo come sono andate realmente le cose. Ciascuno in possesso di una regolare carta d’imbarco per il volo 7817 delle ore 13.55 operato da Air France, ci siamo presentati al gate di partenza con trenta minuti di anticipo. Si noti che Air France imbarcava allo stesso banco (N° 49) sia il nostro volo che un altro, diretto invece a Roma. Del nostro gruppo facevano parte, oltre al Presidente Formigoni, anche il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Paolo Alli, l’Amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala e due collaboratori. Considerata la lunga fila di persone in piedi che poco alla volta procedevano a bordo, ci siamo seduti nella prima fila di sedie, a poco più di due metri di distanza. Terminata la fila e documenti alla mano ci siamo presentati al banco delle hostess che hanno provveduto ad accendere immediatamente la scritta ‘imbarco chiuso’, opponendosi in modo ostinato a qualsiasi nostro tentativo di richiesta di spiegazione. Situazione a dir poco surreale, dal momento che: 1) nessuno, tra il personale Air France o quello dell’aeroporto aveva in precedenza provveduto a diffondere – come da legge – l’annuncio di prossima chiusura dell’imbarco anzi, come ammesso dalla stessa hostess, la signorina si è limitata a ‘segnalare a voce alle prime file che si stava chiudendo il volo’; 2) ciascuno di noi aveva un posto regolarmente assegnato sull’aereo, non abbiamo dunque protestato ‘con arroganza’ ma, dandosi per scontato un diritto acquisito, abbiamo fatto reclamo per un overbooking non segnalatoci al momento del check in, fatto oltretutto con ben un’ora e mezza di anticipo; 3) dal momento in cui abbiamo chiesto di poter essere imbarcati, l’aereo è rimasto fermo altri venti minuti al finger prima di muoversi: ci sarebbe stato dunque tutto il tempo utile a farci passare, essendo tutti con il solo bagaglio a mano. Alla luce di questa avventura che ha dell’assurdo, abbiamo poi provveduto ad avviare le pratiche per una causa formale ad Air France dal momento che non ha rispettato il contratto e non ci ha tutelato come previsto dalle norme aeroportuali internazionali, applicate per prassi ai viaggiatori di tutto il mondo.

Ufficio Stampa Presidente Roberto Formigoni

La controreplica di Andrea Valdambrini

Secondo quanto raccontato dall’ufficio stampa del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, “si sarebbe dunque trattato di un caso di overbooking che la compagnia aerea non avrebbe, colpevolmente, segnalato in modo chiaro”. Ma la versione fornita dallo staff del politico sarebbe avvalorata solo ad una condizione: che il Presidente della Lombardia e i suoi fossero arrivati alla porta d’imbarco almeno 20 minuti prima della chiusura del gate, come previsto dalle norme sulle ore limite della compagnia transalpina. Da quanto da noi raccolto, però, così non è. Alessandro, il viaggiatore che ha filmato tutto l’episodio e ci ha inviato il video ribadisce a ilfattoquotidiano.itla sua ricostruzione dei fatti. “Formigoni è arrivato al banco del gate quando tutti i passeggeri del volo che lui doveva prendere erano già imbarcati e le hostess stavano già sistemando le carte per chiudere”. “In quel momento – ribadisce Alessandro – ho guardato l’orologio per capire quanto tempo prima della partenza del volo il gruppo si fosse presentato al gate. Mancavano 7 minuti”. Abbiamo contattato anche l’Air France Italia e la casa madre francese, ecco cosa ci è stato risposto: “L’inchiesta è stata avviata ma la procedura è riservata. La compagnia assicura che gli annunci riguardanti i voli vengono fatti sempre ed in modo da poter essere sentiti anche nelle toilette. Quel giorno non c’erano guasti ai microfoni“.