Arriva la perturbazione ‘Medusa’ ed è allarme maltempo in tutta Italia. La perturbazione atlantica che sta interessando l’area mediterranea centrale, continuerà a determinare un’intensa fase di maltempo su gran parte del Paese, con rovesci e temporali al centro-sud, precipitazioni diffuse al nord e forte vento. Sulla base delle previsioni disponibili e di concerto con tutte le Regioni coinvolte, il Dipartimento della Protezione Civileha emesso, pertanto, un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende quelli già diffusi nei giorni scorsi. 

L’avviso prevede da oggi il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio, sulle regioni settentrionali e sulla Toscana. Dalla tarda serata, si prevedono precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia. Dal primo mattino di domani, giovedì, si prevede il persistere di precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale, sulle regioni del centro-sud e sulle isole. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Continuano inoltre a persistere sulle regioni del centro-sud, venti forti dai quadranti meridionali, che nella giornata di domani ruoteranno da ovest. Sul sito del Dipartimento della Protezione Civile sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo; a quanti si trovassero nelle aree interessate dall’allerta meteorologica si raccomanda, inoltre, di mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare e sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile.

Il climatologo: “Allarme bombe d’acqua e domani arriva il gelo”
Le “bombe d’acqua”, precipitazioni intensissime che in poche ore scaricano al suolo anche la metà dell’intera media stagionale di pioggia, non sono più un’eccezione: “Dobbiamo abituarci a quello che vediamo in questi giorni, le bombe d’acqua sono la norma ormai, il clima è cambiato” spiega all’Agi il climatologo dell’università di Firenze Giampiero Maracchi, che non si sorprende delle notizie preoccupanti di questi giorni sul fronte maltempo. “I mari evaporano di più – spiega – le nuvole sono sempre più cariche di ‘acqua precipitabile’, che poi scaricano in forma di pioggia in queste ‘bombe d’acqua’, termine che ho coniato diversi anni fa, causando i danni devastanti che vediamo”. Non piove di più, dunque, anzi la media stagionale in Italia è in lieve calo, ma piove “tutto insieme”: “Ad Aulla – segnala Maracchi – sono piovuti 400 millimetri di acqua in 7 ore, quando la media annua è 900. Lo stesso a Genova. E’ un regime tropicale, con poche piogge ma molto intense, il che tra l’altro aggrava la siccità, oltre a devastare il territorio quando piove”. La situazione, insomma, non cambierà, anzi da domani all’acqua si aggiungerà il freddo: “Per ora siamo 6 gradi sopra la media stagionale a causa dello scirocco – spiega il climatologo – ma da domani la corrente dalla Francia porterà l’aria atlantica, e le temperature si abbasseranno bruscamente. Quindi le nuvole ancora cariche scaricheranno probabilmente molta neve su Alpi e Appennini, ma anche ad altitudini più basse almeno al nord. Sarà un inizio di inverno molto freddo e molto nevoso”. 

Torna la paura in Toscana
Ad essere colpite, nella notte, le zone che già erano state interessate dall’alluvione di due settimane fa, la provincia di Massa Carrara e il Grossetano. Nella notte è rimasta interrotta la linea ferroviaria Pisa-Genova e la strada statale Aurelia nei pressi di Carrara. Le esondazioni dei torrenti Parmignola e Carrione hanno provocato danni e allagamenti. A Carrara allagato anche il centro storico: 35 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. E’ arrabbiato il sindaco Angelo Zubbani che ai microfoni di Tgcom24 dice: “Quindici giorni dopo la precedente alluvione ci siamo trovati sulla testa questo nubifragio con un territorio fragile con ferite ancora aperte. I danni sono stati tanti”. Due località della provincia risultano ancora isolate: Sorniano, dove vivono 400 persone, e Gragnana, dove gli abitanti sono 900.

Evacuazioni anche in provincia di Grosseto, l’area più duramente colpita dalle alluvioni dell’11 e 12 novembre scorsi. Alcune famiglie residenti in case coloniche nella zona di Albinia sono state fatte evacuare dalle loro abitazioni a scopo precauzionale. Sul posto sono al lavoro squadre di Vigili del fuoco e personale del Comune di Orbetello. Già ieri pomeriggio, vista l’allerta meteo, era stata decisa la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in diverse località del grossetano, tra cui appunto Albinia, Orbetello, Capalbio, Scansano, Magliano e Fonteblanda. E’ stato riaperto al traffico, nel frattempo, il tratto del  raccordo autostradale Siena-Firenze compreso tra gli svincoli di Bargino e Tavarnelle, chiuso in mattinata a causa di un allagamento.

Sotto controllo il Po e i suoi affluenti
Salgono i livelli del Po e dei suoi affluenti, ma rimangono, secondo l’Agenzia Aipo, sotto controllo, su valori di “criticità ordinaria”, ovvero il primo livello di criticità. Particolare attenzione è posta al fiume Olona: è stata invasata la vasca di laminazione artificiale della diga di Ponte Gurone, in provincia di Varese, abbassando il livello di piena e riducendo i rischi per gli abitati a valle. L’ufficio Aipo di Milano è da ieri operativo per la gestione della piena. Sono sotto controllo anche gli affluenti emiliani del Po, in particolare Enza, Panaro e Secchia, anch’essi interessati da una piena di ordinaria criticità.

Per quanto riguarda il Po, si assiste in queste ore a un incremento nella parte piemontese, che porterà a valori di ordinaria criticità (livello 1) nel tratto tra Crescentino e Ponte Valenza. Nella tarda mattinata all’idrometro di Crescentino il Po ha raggiunto circa 2,50 metri sullo zero idrometrico.

Intanto la Protezione civile di Milano ha avviato i monitoraggi delle aree della città solitamente interessate dalle esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro.

Allerta meteo a Genova 
La Protezione Civile della Regione Liguria ha prorogato lo stato di allerta 1 fino alla mezzanotte di oggi sulla parte costiera del savonese, del genovese e su tutto il territorio spezzino. Scattata l’allerta 1 anche per l’imperiese, dove i comuni più colpiti sono stati quelli dell’entroterra: Isolabona e Rocchetta Nervina in val Nervia, ma anche Poggio e Ceriana, vicino a Sanremo. La decisione di prolungare l’allerta è stata presa in base all’aggiornamento delle previsioni meteo di Arpal. Nel capoluogo sono scattate automaticamente alcune misure stabilite dal sindaco in un’ordinanza in caso di allerta meteo 1: fino a cessato allarme, restano chiuse le scuole nella zona di Corso Sardegna e via Fereggiano, duramente colpite dall’alluvione del 4 novembre scorso.

Ammontano a 600mila euro i finanziamenti derivanti dall’assestamento di bilancio che sono stati stanziati dalla Regione per far fronte ai gravi danni nei Comuni della provincia di La Spezia (Ortonovo, Sarzana, Castelnuovo Magra e Ameglia) dovuti al maltempo che si è abbattuto sullo Spezzino la notte scorsa e 10 giorni fa. Le risorse sono state proposte dagli assessori Pippo Rossetti, alle Finanze, Renata Briano, all’Ambiente e Raffaella Paita, alle Infrastrutture, e approvate dal Consiglio regionale in parte (200mila euro) quale emendamento sulla variazione di bilancio e in parte (400mila euro) dai fondi Fas.

Capri isolata 
Una tempesta di scirocco con raffiche a 35 nodi e mare agitato hanno isolato Capri da questa notte. Fermi sia i traghetti che gli aliscafi, non sono arrivati sull’isola del Golfo di Napoli i rifornimenti di generi di prima necessità. Le imbarcazioni nel Porto di Marina Grande hanno rinforzato gli ormeggi. Una violenta mareggiata si è abbattuta sul lato sud dell’isola, in particolare nella Baia di Marina Piccola e sul tratto costiero che si affaccia sui faraglioni, con spiagge di ciottoli risucchiate dal mare.

Sempre in Campania il vento forte e la pioggia stanno creando notevoli disagi soprattutto alla circolazione stradale in provincia di Avellino. Un albero si è abbattuto su una corsia dell’autostrada A16 Napoli-Canosa, all’uscita della galleria di Monteforte Irpino. Nel tratto si è creata una lunga coda in direzione Napoli. Problemi analoghi anche lungo la Statale delle Puglie, all’altezza di Venticano, dove grossi rami sono stati spezzati dal vento forte.

Tromba d’aria a Civitavecchia
Una tromba d’aria, seguita da un violento nubifragio, si è abbattuta questa mattina su Civitavecchia. Il forte vento ha fatto cadere l’impalcatura di un cantiere sotto sequestro in piazza XXIV Maggio, che è piombata sul tetto del maxi tendone attiguo al mercato del pesce, provocando un ampio squarcio alla tensostruttura. Alcuni cassonetti dei rifiuti sono stati sollevati dal vento e scaraventati sulle auto parcheggiate. Anche il tetto dell’aula consiliare del Palazzo del Pincio, sede dell’amministrazione comunale, è stato investito dalla furia del vento. Numerosi gli allagamenti in varie zone della città.

Allerta anche in Emilia Romagna
L’Arpa ha comunicato l’allerta per pioggia e possibili dissesti idrogeologici fino a domani alle 12. La pioggia caduta su tutta la regione ha fatto superare i livelli d’attenzione nei tratti montani di Enza, Secchia, Panaro e Reno. Attesi fino a 50 mm di pioggia tra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e 30 mm a Piacenza, Forlì-Cesena, Ravenna, e Rimini.

Acqua alta a Venezia ma inferiore alle previsioni
La punta massima di marea sul medio mare, alle 9.45, è stata di 103 centimetri contro una previsione di 120. Rimane comunque l’allerta per la tarda serata quando, a causa di un intensificarsi del vento di scirocco, è prevista una marea di 130 centimetri intorno alle 23.30. Permane lo stato di allarme su alcune zone del Veneto, in particolare nelle zone dell’alto e basso Piave, del Brenta, del Bacchiglione, dell’Adige e del Garda.

Bari, paura per la tromba d’aria
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano,invita la cittadinanza a restare al coperto e a prendere tutte le precauzioni del caso almeno sino alle 14.15-15.00 a causa del possibile rischio di arrivo della tromba d’aria che ha interessato l’area di Taranto. E sempre il maltempo, a quanto pare, ha causato un grave incidente stradale in provincia di Brindisi, dove sono morte quattro persone nello scontro frontale tra due autovetture sulla strada provinciale Francavilla Fontana- Ceglie Messapica.