E’ trascorsa più di una settimana dalle primarie dell’Ump, il partito di centro-destra francese, lo stesso di Nicolas Sarkozy. Domenica 18 novembre i militanti dell’Ump (solo gli iscritti, non tutti i simpatizzanti), sono stati chiamati a scegliere tra François Fillon e Jean-François Copé come presidente della formazione politica e come possibile candidato alle presidenziali del 2017. Ebbene, tra accuse reciproche di brogli elettorali dei due campi e le minacce di ricorrere addirittura alla giustizia (da parte di Fillon), non è ancora chiaro chi abbia vinto. La situazione è cosi’ tesa e ai limiti del surreale che lo stesso Sarkozy è intervenuto come mediatore negli ultimi giorni. In gioco, a questo punto, non c’è solo l’elezione. Ma la sopravvivenza del partito, a rischio di scissione.

Il 19 novembre, già con 24 ore di ritardo, Copé era stato dichiarato vincitore con appena 98 voti di scarto. Ma l’esito era stato subito contestato da Fillon, invocando “numerose irregolarità”. Dopo giorni e giorni di conteggi a ripetizione e l’intervento (fallimentare) come mediatore dell’ex ministro Alain Juppé, personaggio autorevole della destra francese, ieri sera una commissione del partito che deve valutare i ricorsi di questo tipo ha di nuovo designato Copé come presidente dell’Ump (stavolta con 86.911 voti a favore e 85.958 contro, 952 di differenza). Ma i partigiani di Fillon continuano a contestare il risultato, in un contesto di confusione assoluta. Non solo: stamani Fillon ha annunciato la creazione di un proprio gruppo parlamentare (Rassemblement Ump), decisione sulla quale ritornerà solo se le primarie saranno ripetute. Per il momento ha affermato: “Non c’è nessun presidente del’Ump”.

Intanto Sarkozy, che a partire dalla sconfitta alle ultime presidenziali si era tenuto fuori dalle bagarre di partito (si trovava di recente a Shanghai per un discorso: quella del conferenziere d’alto bordo, pagato a peso d’oro, sembra il suo nuovo destino), si sta occupando del caso. Ieri, appena rientrato dalla Cina, ha pranzato con Fillon e poi ha sentito al telefono Copé. Secondo dichiarazioni del suo entourage, raccolte dall’Afp, l’agenzia di stampa francese, anche l’ex presidente sarebbe favorevole a ripetere la consultazione. Tanto più che, in caso contrario, Fillon, minaccia di ricorrere alla giustizia ordinaria. Ha già chiesto l’intervento di un ufficiale giudiziario per prendere possesso delle schede controverse delle primarie.