Premessa: non ho votato alle primarie del centrosinistra per una serie di ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede. Detto questo, apprendo che il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani ha concluso il primo turno in testa grazie anche a veri e propri boom di voti raccolti nella mia Campania e nel sud in generale: Calabria, Sicilia, Basilicata.

Non rallegrartene troppo, caro Bersani. Per due ragioni.

La prima è che hai vinto nelle regioni infestate dalle mafie al termine di una campagna elettorale dove il tema della lotta alla criminalità organizzata è stato appena sfiorato, per non dire trascurato.

La seconda è che hai vinto in regioni dove il consenso è strutturato, si raggruma intorno ad accordi e clientele dalla natura poco chiara, che non prevedono ipotesi di cambiamento radicale, ma solo l’autoperpetuazione di un ceto politico-amministrativo che ha già (mal)governato.

Spero che saprai liberarti di questi capibastone collezionisti di pensioni pubbliche e di rinvii a giudizio come fosse zavorra di una mongolfiera che ha bisogno di gettare via i sacchi di sabbia per volare in alto e lontano. Ma l’esperienza mi insegna che purtroppo continuerai a circondartene. E già mi dicono che se diventerai premier farai qualcuno di loro ministro.