Tradizioni raccontate con le immagini, attraverso fotografie che viaggeranno a Tours, Bilbao, Riga e Torino, città capofila dell’evento. L’esposizione “Cibi che cambiano il mondo” fa tappa nella città del Salone del Gusto, dal quale prende in prestito, per il nome, il fortunato slogan dell’edizione 2012. Apertura al pubblico da venerdì 23 novembre fino al 10 gennaio 2013. L’occasione è interessante, non soltanto per le immagini suggestive esposte al Museo Regionale di Scienze Naturali.

La mostra di foto rappresenta infatti uno degli spunti legati al progetto “4cities4dev”, che si muoverà attraverso le quattro città partner europee, in collaborazione con Slow Food, gemellate con sette paesi africani: Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya, Madagascar, Mali, Mauritania, Senegal. Incontri tra Africa ed Europa che nel progetto sono denominati “adozioni”: le tecniche tradizionali degli orti comunitari di N’Ganon e Nangounkaha, in Costa d’Avorio (adottate dalla città di Tours); il Presidio del caffè selvatico della foresta di Harenna, in Etiopia (gemellato con Bilbao) quello dello yogurt dei Pokot con la cenere, in Kenya (ancora Bilbao) e quello della vaniglia di Mananara, in Madagascar (abbinato a Riga). Anche la comunità del Presidio della bottarga di muggine delle donne Imraguen, in Mauritania, è adottata da Tours. A Torino, invece, sono collegate la comunità del Presidio dei somè Dogon, in Mali, e quella del Presidio del cuscus salato di miglio dell’isola di Fadiouth, in Senegal.

Il percorso fotografico parte dal cibo come motore di cambiamento verso la cooperazione e lo sviluppo, attraverso la tutela della biodiversità e la sostenibilità ambientale. E con l’obiettivo di ottenere visibilità per le comunità locali e le loro culture, coinvolgendo i consumatori europei ed educandoli a comprendere che una scelta fatta da una parte del mondo altrove comporta sempre delle conseguenze. Per questo, oltre agli scatti, la mostra è ricca di indicazioni pratiche su come e dove fare la spesa in modo consapevole, e sui cibi che crediamo di conoscere e dei quali invece abbiamo ancora parecchio da scoprire. È prevista la visione di documentari girati in Africa: protagoniste le comunità coinvolte nei gemellaggi, che presentano esempi virtuosi opposti al sistema alimentare mondiale. Ai visitatori spetta anche una parte interattiva per imparare a sperimentare i cibi non solo attraverso il gusto, ma anche con il tatto, l’olfatto e l’udito.

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