Personalmente resto convinto che il dibattito a cinque organizzato e trasmesso da Sky tg 24 la scorsa settimana abbia esaurito tutte le questioni inerenti le primarie del centrosinistra e i candidati. Tutto ciò che è venuto dopo mi è parso un tentativo, spesso vano e tardivo, delle varie emittenti di manifestare la propria presenza su un terreno tanto importante. Eppure tra inutili ripetizioni, dejà vu assortiti e spunti di colore, qualcosa di interessante è uscito anche in queste sbiadite repliche, magari all’insaputa o al di fuori delle intenzioni di chi l’ha fatto emergere.

Martedì sera, per esempio, all’interno dell’Otto e mezzo che vedeva Bersani intervistato da Lilli Gruber con la collaborazione di Stefano Folli, è accaduta una cosa assai singolare. Al segretario del PD che aveva elencato una serie di sue proposte per tentare di porre rimedio al progressivo impoverimento degli italiani, il giornalista poneva la consueta e non ingiustificata domanda: sì, le proposte vanno bene, ma dove si trovano i soldi per realizzarle?

Poi, nel momento in cui Bersani si apprestava a rispondere, il giornalista lo interrompeva: “Per favore, non cominci con il recupero dell’evasione fiscale”. Ma pensa un po’! In un paese che ha il record mondiale dell’evasione, in cui – notizia fresca di giornata – un milione di cittadini che compra beni di consumo pur dichiarando zero entrate, non si deve cominciare  parlando di evasione fiscale quando si fanno progetti per migliorare le condizioni economiche della popolazione. E perché? Non certo perché non sia vero, tanto che lo stesso Folli, serio ed educato come sempre, ammette subito che quello dell’evasione non è sicuramente un luogo comune.

E allora perché quell’intrusione? Perché ci siamo dovuti imbattere in un nuovo tipo di domanda all’interno dell’intervista? Dopo le domande compiacenti, le domande maliziose, le domande ripetute, le “seconde domande” di cui tanto si è parlato nei discorsi sull’intervista, le domande a risposta multipla dei test, le domande di riserva dei quiz di una volta ecco un nuovo genere: la domanda con esclusione preventiva della risposta più pertinente e sensata.

Strano no? Ma non troppo. La cosa, infatti, non riguarda soltanto Folli, riguarda un certo atteggiamento che certi giornalisti, indipendenti e moderati, da sempre manifestano quando parlano del PD, in particolare con il suo leader: un atteggiamento di sufficienza, di scetticismo generale che, pur di non riconoscere il valore delle proposte che vengono da lì, preferisce immergersi nell’assurdo. Tutti sappiamo che partendo dal recupero dell’evasione fiscale potremmo far funzionare meglio scuole, ospedali, pensioni, gli asili nido tanto cari, giustamente, a Renzi. Non solo è vero ma è di un’evidenza aritmetica che risulta comprensibile anche un bambino delle elementari. Ma se lo dice Bersani è un po’ meno vero, o almeno così deve sembrare.