Il Pd non è solo potenziale vittima ma è anche carnefice, in un tentativo di riforma elettorale dell’ultima ora che strumentalizza la – ormai datata – ondata anti Porcellum per rafforzare i partiti che hanno sostenuto Monti. Pdl, Lega e Udc sembrano uniti nel tentativo di togliere il premio di maggioranza o di indebolirlo al punto da evitare che ‘gli altri’ vincano, con le elezioni, anche il governo. Ma sentite qua la controproposta del Pd, per bocca della Finocchiaro:

“La coalizione che arriva al 40 per cento prende un premio che assicura il 54 per cento dei seggi sia alla Camera che al Senato. Se non si arriva al 40 per cento, serve un premio del 10 per cento al primo partito. Gli eletti devono essere scelti dagli elettori. Noi pensiamo che la scelta dei collegi sia quella giusta e che le preferenze ingenerino meccanismi di corruzione”.

In questo contesto parlare di collegi significa che ci saranno collegi dove tradizionalmente il partito è più forte o meno forte e quindi chi si candida in quei collegi è favorito o sfavorito in partenza. Non è detto che sia meglio delle preferenze. Ma lasciamo per un attimo da parte la questione un po’ complicata dei collegi. 

Avete letto been come è il premio di cui parla la Finocchiaro? Allora il premio resta di coalizione, così con la prospettiva, con il traguardo della coalizione, un partito è invogliato ad allearsi a chi pensa di poter vincere le elezioni. In soldoni, dato che tutto questo dibattito è solo puntato sull’immediato, il Pd.
Però se le cose non vanno bene, se non si arriva alla soglia (ammesso e assolutamente non concesso che ci debba essere questa soglia) il premio va solo al primo partito della coalizione più forte, o al primo partito in assoluto  – tanto è la stessa cosa, tutti i sondaggi dicono che è il Pd.  E a chi si è alleato al Pd, no, niente. Anzi a quel punto lo si può scaricare per allearsi con altri. Chissà quali altri, provate a indovinare.

Ora si dice che tutto ciò – cioè la introduzione della soglia  e  subordinate varie – lo si fa per andare incontro alla Corte Costituzionale. Ma da quando in qua la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Porcellum?  Non risulta. La Corte ha solo detto – quando nel 2008 aveva ammesso il referendum che avrebbe dato il premio al solo primo partito e non alla coalizione, referendum che avrebbe portato forse a un sistema politico inglese o americano – aveva solo detto: il parlamento valuti se questo premio debba scattare comunque o se ci vuole una soglia.  Guarda caso, adesso che c’è stato il governo Monti, un sacco di voci interessate hanno cominciato – a partire da Napolitano – a sventolare questa presunta necessità di stabilire una soglia.

Ma sarebbe costituzionale, sarebbe logica e giusta una soluzione che dà il premio alla coalizione se supera il 40 % e solo al primo partito se non si arriva al 40%?  La accetterebbe la Corte Costituzionale, una legge così  ritagliata  sui sondaggi dell’autunno 2012? Questo non è battersi per il centro sinistra per il bipolarismo per l’alternativa  ma per la furbizia di prepotenza da primo partito che per fortuna non tutti nel Pd condividono.