Erano pronti a un gesto clamoroso i malati di Sla riuniti questa mattina di fronte alla facciata del ministero dell’Economia a Roma. Alcuni di loro avevano portato con sé soltanto un respiratore artificiale, con un’autonomia di appena cinque o sei ore, senza altre riserve. Se non avessero ricevuto rassicurazioni sul ripristino dei fondi che garantiscono la loro assistenza, e la dignità minima per andare avanti, si sarebbero lasciati morire, di fronte alle videocamere e ai passanti. Una delegazione dei malati, rappresentati dall’associazione 16 novembre e accompagnata dai senatori del Pd Ignazio Marino e Franca Biondelli, è stata ricevuta dal sottosegretario Gianfranco Polillo. Il governo ha preso un impegno chiaro: il Fondo per le non autosufficienze che la legge di stabilità ha decurtato a 200 milioni di euro (“elemosina”, secondo le famiglie dei malati) sarà raddoppiato, dopo un censimento che servirà a determinare la cifra effettiva dei disabili gravi in Italia. L’associazione 16 novembre che assiste i malati di Sla e le loro famiglie si è dichiarata soddisfatta dell’incontro e ha annunciato l’interruzione dello sciopero della fame iniziato a fine ottobre  di Tommaso Rodano