Segnalo oggi – volutamente un giorno dopo la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – la Carta di Milano che Terre des Hommes Italia ha stilato «Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione», in collaborazione con un gruppo di comunicatori e comunicatrici, agenzie pubblicitarie, docenti universitari/e, insegnanti, professionisti/e, a cui ho dato anch’io un contributo. Perché lo segnalo un giorno dopo? Perché il rispetto dei bambini e delle bambine – nella comunicazione come nella vita – non deve durare un giorno. E perché le celebrazioni sono spesso a rischio di strumentalizzazioni ipocrite e buoniste.

La Carta di Milano è fatta di dieci punti, che puoi leggere e firmare qui. Dieci principi semplicissimi e fondamentali che i media (giornali, tv, internet) e la pubblicità spesso non rispettano affatto, anzi. Qualche esempio?

Il punto 3 dice: «La comunicazione deve tenere conto delle differenti età dei bambini e delle bambine coinvolti rispettandone la naturale evoluzione. Non bisogna rappresentarli in comportamenti, atteggiamenti e pose inadeguati alla loro età e comunque non corrispondenti al loro sviluppo psichico, fisico ed emotivo. Ogni precoce erotizzazione dei bambini e delle bambine va bandita dalla comunicazione.»

Ma immagini come queste fanno il contrario:

Monnalisa  Lù Lù

Il punto 5 dice: «I bambini e le bambine non devono essere rappresentati attraverso la raffigurazione adultizzata di stati d’animo negativi quali noia, depressione, rabbia, paura, o insoddisfazione che mirano solo a una loro strumentalizzazione a fini commerciali. Quando questi sentimenti negativi vengono rappresentati, lo devono essere secondo una modalità coerente, autenticamente corrispondente al significato che essi hanno per i bambini.»

Ma una campagna come Diesel Kid 2009 (vedi foto) ha fatto esattamente il contrario. E mille altre fanno altrettanto. Protestiamo, denunciamo, firmiamo la Carta: se siamo in molti riusciremo a farli smettere.

Diesel Kid 2009