I modelli di riferimento sono Blake Edwards e Billy Wilder. L’ambientazione una Hollywood Party innevata tra i castelli della Valle D’Aosta. Poi c’è un Fabio De Luigi imbranato geniale che mette a repentaglio la vita di qualsiasi personaggio del film. Parliamo della nuova commedia di Alessandro Genovesi, Il peggiore natale della mia vita, che uscirà il 22 novembre in tutta Italia e che ha visto un’anteprima bolognese allietata dal ritorno in città di Diego Abatantuono, nel film un bonario ed ottimista manager padrone di casa in cui metà pellicola si svolge.

Lui che con Maurizio Totti ha cofondato la Colorado Film si ributta sulla commedia tradizionale e anticipa la bagarre natalizia: “Il mio Attila era un film fatto uscire sotto Natale,  e già c’ero quando Celentano portava Bingo Bongo in sala per le feste, poi ci sono stati gli exploit di Aldo, Giovanni e Giacomo. Infine è arrivato Aurelio (De Laurentiis, n.d.r.) e con lui è nata la formula del cinepanettone a cui tutti noi abbiamo partecipato almeno una volta nella nostra carriera. Non lo biasimo, ma è una formula, un’etichetta sotto la quale questo film non va collocato. La nostra è una commedia tradizionale”.

Neologismo nefasto, quello del cinepanettone, da cui tutti, regista, attori e produttori, cercano di rifuggire con un certo fastidio: “Non credo nelle etichette, meglio non averle appiccicate sui propri film”, spiega il regista Genovesi, “Ad ogni modo il cinepanettone ha caratteristiche ben precise come quello di aderire alla cronaca, all’attualità e a quello che avviene, spesso di leggero, nella società. Il mio film, invece, è una storia fuori dall’attualità e dagli aspetti sociali, tutta interna alla fantasia mia e dei miei collaboratori”.

Il plot del sequel de La peggior settimana della mia vita vede nuovamente Paolo (De Luigi) e Margherita (Cristina Capotondi) invitati assieme ai genitori di lei (Antonio Catania e Anna Bonaiuto) a passare il Natale in un magnifico maniero attiguo al Monte Rosa. Ovvio che con la presenza del pasticcione De Luigi e con Margherita al nono mese, le gag slapstick, i giochi di parole e i non sense invaderanno il grande schermo: “Oramai non ci sono più vere e proprie fasce temporali d’oro come quella a cavallo delle feste di Natale”, spiega il co-produttore Alessandro Usai, “almeno da quando Checco Zalone uscì il 5 gennaio con Cado dalle nubi e battè ogni record d’incassi. Crediamo nel film che facciamo, battezziamo una data e speriamo che gli spettatori corrano a vederlo”.

“Facciamo così il nostro è un cinepanettone salato“, chiosa ironico Abatantuono, “la prossima volta usciamo a Pasqua così vi freghiamo tutti”.