Scontro verbale stamattina durante il programma di approfondimento politico “Agorà”, su Rai Tre. Protagonisti della bagarre: Ferruccio Sansa, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, e Fabrizio Rondolino, firma de “Il Giornale” e nuovo spin-doctor di Daniela Santanchè. E’ proprio Rondolino a provocare Sansa, prima che questi, in collegamento da Genova, prenda la parola. “Quelli del Fatto sono l’organo di stampa di Beppe Grillo, cioè di un piccolo dittatorucolo partitocrate“, attacca l’ex collaboratore di D’Alema. Non si lascia attendere la replica di Sansa: “Non credo che Rondolino abbia autorevolezza per fare questi appunti. Uno che è passato dal centrosinistra alla Santanchè dovrebbe risparmiarsi queste battute di spirito”. Si infiamma la polemica con la gragnuola di irrisioni del cronista de “Il Giornale”. “E tu invece da dove sei passato?” – controbatte – “La tua biografia è così insignificante che neppure la conosco”. Il conduttore Andrea Vianello tenta di sedare il match, ma Rondolino si lagna ripetutamente della frase di Sansa. “Mi ha detto che non ho autorevolezza”, si giustifica e prosegue come un disco rotto la solita provocazione: “Sentiamo il portavoce di Beppe Grillo cosa ha da dirci”. Non si ferma neppure quando il direttore de “Il Fatto del lunedì” gli annuncia una querela. Anzi, rincara la dose, interrompendo l’interlocutore a piè sospinto: “Quelli de “Il Fatto” sono dei piccoli poliziotti. Prova a parlare se riesci a mettere due parole in croce”. Sansa non ci sta e Rondolino dà il meglio di sè: “Ma vattene, levati fuori dai coglioni“. Ed esige anche le scuse del giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, definito “ridicolo personaggio”, per aver osato dubitare della sua professionalità. Di fronte alla violenza verbale del nuovo collaboratore della Santanchè, a Sansa non resta che alzarsi e abbandonare la sua postazione. E gli insulti di Rondolino non si fermano: “E’ un gran cafone, l’unica cosa che sa fare è scappare. Tipico di quelli de “Il Fatto”: manganellano e poi scappano, è il loro sistema