Cara Onu, mi permetto di segnalarti che 23 anni fa esatti hai firmato una cosetta che oggi dovresti ricordare. Era il 20 novembre (ma del 1989). L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una carta in 54 punti ribattezzata Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Non la farò lunga, cito solo due punti della sua descrizione in sintesi che si può trovare  sullo stesso sito dell’Unicef :

1)      “Essa (la Convenzione, ndr) prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati“;

2)      Tra i quattro punti fondamentali citati, il “Superiore interesse (art.3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità”.

Non voglio discutere su torti e ragioni. Sono una madre e le madri sanno che quando due fratelli cominciano a darsele l’importante è separarli, magari troncando con il classico “Non mi importa chi ha cominciato, piantatela immediatamente!”. Leggere e ascoltare distinguo quando esplodono case piene di famiglie e bambini mi fa rabbrividire. Sempre. Senza confini di terra, storia, religioni.

Unicef Italia ha già lanciato in questi giorni un appello contro quella che, a prescindere dal nome, dalla nazionalità e dal punto di vista, è comunque “una strage di bambini”. Ma il potere di fermarli è in mano al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito da pochi minuti nel grande Palazzo di Vetro a New York.

Se l’Onu fosse una buona madre, una madre autorevole, dovrebbe ricordarsi di quella carta firmata proprio domani, 23 anni fa. E non limitarsi solo a tiepide mediazioni. Superiore interesse è superiore interesse, superiore a qualsiasi torto o ragione. Fate il vostro dovere: fermateli immediatamente.