Il futuro del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, si è ormai chiarito. Nessuna “scesa in campo” politica ma il segreto obiettivo di puntare alla segreteria della Cgil. Solo che con le regole attuali è difficile che possa riuscirci. Ecco perché da un po’ di giorni in Fiom si discute di primarie anche nel principale sindacato per consentire a tutti gli iscritti di scegliersi il segretario generale. Di ufficiale non c’è nulla, ma l’idea viene accarezzata con cura.
A tenere banco, nei mesi scorsi, era stata l’idea del “partito Fiom” che si era ritagliata uno spazio nell’immaginario mediatico e politico. L’amico e compagno di Landini, il torinese Giorgio Airaudo, anima della Fiom che guarda con attenzione alla politica, aveva indicato Landini come “il Lula italiano” immaginando il segretario Fiom a capo di un’operazione politica di sinistra. Landini ha ascoltato con attenzione Airaudo, ha avuto con lui diversi colloqui e ci ha pensato su. Ma alla fine ha preferito declinare la proposta ribadendo la propria vocazione sindacale. Landini resterà, dunque, nel sindacato e nell’immediato dovrà vedersela con problemi noti: la vertenza con la Fiat, il rinnovo del contratto metalmeccanico, la gestione di una crisi durissima nel settore industriale con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Ma se nell’immediato la strada è tracciata, nel futuro più lontano gli sbocchi vanno ancora definiti. E l’obiettivo è stato selezionato con prudenza ma anche con cura: la segreteria generale della Cgil. Una prospettiva che sembra preclusa a chi finora ha tenuto una posizione di minoranza dentro il sindacato rosso e che non ha mai esibito rapporti strepitosi con il gruppo dirigente attuale. “Diciamolo chiaramente” spiegano da Corso Trieste, “con le regole attuali Landini non sarà mai il segretario della Cgil”. Con le regole attuali significa dire con i congressi tradizionali, con la blindatura dei gruppi dirigenti e con una modalità tipica della retorica di sinistra. “Con le primarie, invece, sarebbe un’altra storia” spiega la stessa fonte.

Le primarie fra gli iscritti al primo sindacato italiano per eleggere direttamente il segretario generale, rappresenterebbero una scossa significativa. Una rottura della pratica tradizionale dei congressi e dei documenti contrapposti e un modo per movimentare le acque in una struttura che a molti sembra un po’ ingessata. A essere entusiasta, per una simile ipotesi, sarebbe innanzitutto la base Fiom. “Con le primarie significa che tu, operaio o impiegato, ti puoi scegliere il tuo, e sottolineo tuo, segretario generale” dice Ciro D’Alessio della Fiom di Pomigliano, uno dei 19 lavoratori di cui il Tribunale ha ordinato l’assunzione in Fiat. “Sarebbe una scelta bellissima; io non ho niente contro Susanna Camusso, ma certo l’idea di Landini segretario sarebbe una cosa davvero importante”.

Ma il messaggio potrebbe arrivare a un pubblico più largo perché la Fiom ha spesso rappresentato ragioni più ampie: “In Fiom siamo tempestati da richieste di iscrizione da parte di lavoratori di altre categorie” spiega ancora D’Alessio e il dato viene confermato anche dalla Fiom nazionale. Per rappresentare tutto questo ci sono solo due strade: quella della “scesa” in politica oppure la segreteria della Cgil. L’obiettivo è segnato, occorre capire come arrivarci. Se davvero dovesse partire la raccolta di firme per chiedere le primarie, l’impatto in Cgil potrebbe essere molto rilevante. Anche per questo prevale ancora la cautela. Sentito dal Fatto, Sergio Cofferati, che della Cgil è stato un autorevolissimo segretario, promotore forse dell’ultima stagione di grande mobilitazione di piazza – la manifestazione contro le modifiche all’articolo 18 del 23 marzo 2002 è negli annali della Cgil – preferisce non sbilanciarsi e sottolinea che in fondo, con la modalità attuale dei congressi, una candidatura alternativa alla segreteria generale si può avanzare lo stesso. E sull’ipotesi di Landini segretario fa un’apertura: “Penso che sia importante che rimanga nel sindacato e penso anche che nessuno spazio gli sia precluso”.

Il Fatto Quotidiano, 17 Novembre 2012