Al governo “abbiamo ancora bisogno di Monti e non credo che al Quirinale serva a molto”. Così Carlo De Benedetti, intervenendo a Milano alla presentazione del libro “Pensiero libero” di Bruno Tabacci. A proposito del Quirinale De Benedetti dice di avere “una fantasia: mi farebbe piacere vedere una donna”.

L’editore del Gruppo Espresso racconta di essere “appena tornato dagli Stati Uniti dove ho sentito interventi anche di esponenti di alto livello che mi hanno costretto a reagire anche duramente quando mi dicevano: “Avete trovato Monti, perché non ve lo tenete direttamente?”. “Ho risposto – racconta – che non siamo il Rwanda, siamo un Paese democratico, nel nostro piccolo, e terremo le elezioni che daranno però un risultato di grande frammentazione e tutti andranno con il cappello in mano a chiedere a Monti di continuare. Io spero fortemente che lo faccia”. Secondo De Benedetti “bisogna distinguere tra il governo Monti e Monti: nessuno in questo tempo avrebbe potuto fare meglio, ha trasferito la sua credibilità sull’Italia che oggettivamente era diventata oggetto di comicità”. De Benedetti ripete che a Monti “dobbiamo essere fortemente grati, perché la restituzione della credibilità non è una cosa tecnica, ma emotiva: lui ha espresso una grande leadership emotiva e non tecnica. Ne abbiamo bisogno, anche perché la crisi durerà ancora diversi anni e la situazione del Paese si è aggravata nonostante Monti”.