Tra i quattro arrestati nel corso dell’operazione contro una rete antisemita su internet c’è anche l’ideologo e promotore di Stormfront, il sito antisemita che sostiene il “complotto giudaico ancora al potere” e che in passato aveva pubblicato le “liste nere” di intellettuali di origini ebraica e di chi si occupava di immigrazione. Si tratta di Daniele Scarpino, 24 anni, residente a Milano, promotore dell’associazione, collettore dei contributi economici versati dagli affiliati e unico referente italiano della “casa madre” statunitense. Sono molti i ruoli che secondo gli investigatori concentra in sé . Era lui, “Dani14“, a moderare il forum del sito ed è dalla sua identificazione che ha preso slancio l’indagine, con tutta una serie di intercettazioni telefoniche e telematiche.

In manette sono finiti anche gli altri due attuali moderatori del forum, Diego Masi, “Non conforme”, trentenne della provincia di Frosinone, habitué degli stadi che deve scontare anche un anno di daspo, e Luca Ciampaglia, “Antilife”, 23 anni, residente in provincia di Pescara, una condanna per aggressione alle spalle. Il quarto arrestato è Mirko Viola, 42 anni, “Biomirko”, residente in provincia di Milano, descritto dagli investigatori come “utente particolarmente attivo in seno all’associazione ed al forum”: tempo addietro è stato denunciato per minacce nei confronti di un uomo che aveva trovato da ridire sui festeggiamenti dell’anniversario di Adolf Hitler.

Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria sono state eseguite perquisizioni a carico di tutti gli indagati, che hanno consentito di sequestrare pc, files, documenti, pubblicazioni e volantini e oggetti di altra natura, tutti ispirati o comunque riconducibili alle ideologie razziste. Secondo il pool antiterrorismo della procura di Roma diretto da Giancarlo Capaldo, gli arrestati sono indagati per delitti realizzati sulla rete internet per incitamento all’odio razziale e antisemitismo. Le perquisizioni interessano anche Abruzzo, Calabria, Sicilia, Val D’Aosta, Lombardia e Lazio. Stormfront.org, con provvedimento richiesto dal pubblico ministero Luca Tescaroli, ed emesso dal gip Stefano Aprile, è in via di oscuramento. C’è anche una considerevole quantità di armi da taglio e di “strumenti atti a offendere” tra il materiale sequestrato. Gli agenti hanno portato via apparati e supporti di memoria informatici (che saranno analizzati nei prossimi giorni), documenti, pubblicazioni e volantini cartacei nonché “oggetti di altra natura”, tutti ispirati o comunque riconducibili alle ideologie razziste e neonaziste.

Altri diciassette cittadini, residenti in diverse località del Paese, sono stati denunciati a piede libero: diffondevano ideologie razziste e di supporto, anche di tipo economico, all’attività del sodalizio criminale. E pare che il sito fosse frequentato anche da minorenni. I due utenti arrestati erano degli affiliati di serie A perché pagavano quote consistenti: più pagavi, più avevi la possibilità di far parte dell’“inner circle”, ovvero gli eletti da Scarpino. L’attivismo dei quattro aveva portato anche a pubblicare on line la “lista di ebrei italiani” o di “delinquenti italiani”, ovvero “quelli che favoriscono gli immigrati”. Tra loro il ministro Andrea Riccardi, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici definito “il grande inquisitore”, giornalisti come Gad Lerner, Maurizio Costanzo o Alain Elkann, Carlo De Benedetti e Franco Bernabé, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e anche magistrati.

Le indagini hanno anche portato in evidenza il rapporto di filiazione e dipendenza gerarchica che legava la sezione italiana al forum internazionale www.stormfront.org, fondato da Stephen Donald Black, un estremista legato al Ku Klux Klan. Avevano in progetto di tradurre un libro bandito in molti paesi “The Turner Diaries” che inneggia all’eccidio di immigrati e ebrei. Inoltre avevano prodotto molti volantini e materiali di propaganda da diffondere ovunque. Perché il cruccio maggiore dei quattro arrestati era quello di esser giudicati solo ‘militanti da tastiera’. E immaginavano “molotov nei campi rom”, “apartheid sui bus”, “boicottaggio di adozioni internazionali”, in un crescente delirio di ideologia razzista sfociato addirittura in una festa “per il compleanno di Hitler”. E chi non si atteneva alla regola del “razzismo totale e antisemitismo” veniva ‘bannato’ dal sito. Immediato il plauso all’operazione da parte del ministro Riccardi: “Dobbiamo continuare così, le idee di odio razziale, neonazismo e antisemitismo non possono non trovare l’adeguata e ferma risposta da parte dello Stato”. Agghiaccianti le parole di uno degli arrestati, riportate dall’avvocato Giampiero Vellucci: “Per professare le mie idee sono finito in galera”.