Sembra il gioco delle tre carte: tolgo e rimetto le stesse risorse, per lo stesso scopo, facendole però passare come un contributo aggiuntivo. E’ quanto è successo in Lombardia con le famiglie dei disabili, che lo scorso 22 ottobre si sono viste recapitare una lettera, firmata dal presidente Roberto Formigoni, che dava la lieta ‘novella’. Il testo era questo: “Egregio Signore, ho il piacere di informarla che la regione Lombardia ha messo a punto un’iniziativa volta a sostenere la famiglia e la persona, attraverso un aiuto concreto per far fronte alla spesa sostenuta per il servizio sociale. Poiché l’entità del contributo economico varia a seconda del servizio, occorre che contatti il suo Comune per avere informazioni”. Peccato però che i Comuni non ne sapessero niente e non siano stati informati, trovandosi sommersi da telefonate e richieste di cittadini recatisi a chiedere quanto gli spettava. Un’operazione che è stata definita dai gruppi regionali di Pd e Sel come una “beffa di Formigoni a danno dei disabili”, e un’iniziativa da campagna elettorale secondo gli assessori dei comuni milanesi, e che ha suscitato anche le ire dell’Associazione dei comuni (Anci).

“L’iniziativa – spiegano i consiglieri di Pd e Sel – è finanziata con i 30 milioni di euro stanziati dalla Giunta il 25 luglio scorso, dopo le proteste dei disabili per il taglio alle risorse al fondo sociale regionale. Le risorse sono state ricavate dalla giunta tagliando ai Comuni i fondi già a loro destinati da una precedente circolare per pagare ai gestori dei servizi le rette sostenute dai disabili. In sostanza si tolgono risorse ai servizi per annunciare che saranno erogate direttamente agli utenti. E qui al danno si somma la beffa. I gestori dei servizi, non avendo certezza sulle risorse che non arrivano più dai Comuni, hanno già annunciato un aumento delle rette dal 1 gennaio prossimo”. Non si tratta quindi di risorse aggiuntive rispetto al 2011. “L’anno scorso erano stati stanziati 70 milioni – precisa Siria Trezzi, assessore alle Politiche sociali di Cinisello Balsamo (Mi) – mentre per il 2012 40 milioni. Dopo le proteste dei disabili, a giugno scorso ne sono stati stanziati altri 30, arrivando così alla stessa cifra del 2011. E il sistema di solito era che i fondi si davano ai Comuni, i quali a loro volta, o coprivano interamente le spese, come ad esempio le rette dei centri diurni per i disabili, senza dare soldi alle famiglie, o nel caso in cui vi fosse una compartecipazione del cittadino, dava a quest’ultimo un rimborso”. Ma con questa lettera “i cittadini – continua Trezzi – penseranno che c’è un contributo economico in più per la disabilità, che non è detto che ci sia, e che quindi il Comune non vuole darglielo. Devo dire che tutti noi dei comuni a nord di Milano siamo rimasti piuttosto spiazzati da questa lettera, perché non abbiamo avuto alcuna informazione né dalla Regione né dalla asl. E’ una comunicazione inopportuna, che crea confusione, direi quasi da campagna elettorale. Tra l’altro non era mai successo che Formigoni scrivesse ai disabili”.

Ma la Regione ha respinto subito al mittente le accuse. L’assessore alla Famiglia Carolina Pellegrini, ha precisato in una nota che i “30 milioni non sono stati recuperati tagliando ai Comuni fondi già loro, ma sono risorse autonome e aggiuntive che la regione Lombardia ha garantito per rispondere alla situazione di difficoltà che colpisce le famiglie più deboli a causa dei tagli del Governo nazionale”. Critiche ai consiglieri di Pd e Sel, che “in un momento di così grave crisi economica – conclude Pellegrini – confondono e allarmano i cittadini lombardi. L’Anci è stata sin dal principio avvisata della missiva che il presidente Formigoni avrebbe mandato alle famiglie, e a giugno era stata coinvolta nella decisione di come utilizzare questi nuovi 30 milioni”. Peccato però che anche l’Anci non condivida i contenuti della lettera di Formigoni, anche “perché diversa da quella che avevamo concordato con il precedente assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli – sottolinea Giacomo Bazzoni, responsabile welfare di Anci Lombardia – Nell’accordo con la Regione si diceva che la voucherizzazione dei fondi ai disabili doveva prioritariamente passare attraverso la programmazione dei Piani di zona comunali. Prendiamo atto che così non è stato e che la comunicazione arrivata in questi giorni dice cose diverse”. La conclusione è che il cittadino, ancora una volta, è vittima di una pubblica amministrazione quanto meno poco comprensibile.