Nel Regno Unito alcune compagnie ferroviarie stanno pensando di reintrodurre la terza classe e una di queste lo ha già chiesto ufficialmente al Dipartimento dei Trasporti. Così, complice la crisi economica e complici tariffe sempre più alte, per una parte dei cittadini britannici con meno risorse sarà presto disponibile una modalità molto “basic”, come si usa dire in Gran Bretagna, di viaggiare. Carrozze ferroviarie senza fronzoli e senza troppe comodità, ma prezzi sicuramente ridotti, per consentire a chiunque di prendere un treno. Così, se andare e tornare da Londra a Edimburgo, in treno, può arrivare a costare anche 400 sterline, quasi 500 euro, per un biglietto comprato all’ultimo momento, presto sarà possibile abbattere questa spesa, almeno secondo le intenzioni di compagnie come la First, una delle tante che si spartiscono il network britannico. La privatizzazione delle ferrovie, voluta fortemente e ottenuta dall’ex primo ministro degli anni Ottanta e primi Novanta, Margaret Thatcher, si appresta così a percorrere una nuova tappa. Quella del viaggio concesso anche a chi non ha il denaro nemmeno per un normale biglietto standard.

I sindacati, tuttavia, sono in allarme. I gruppi organizzati di viaggiatori e pendolari, allo stesso modo, sono sull’attenti. Bob Crow, leader dell’RMT, il principale sindacato dei trasporti, intervistato dal Telegraph, è stato il più duro: “Era dal 1956 che non vedevamo la terza classe sui nostri treni. E sinceramente non ne sentivamo la mancanza. Sapevamo già che questo governo stava picchiando forte sull’occupazione, sul welfare e sui diritti civili delle persone. Ma ora anche queste decisione, che ci riporta indietro agli anni Cinquanta e alle diseguaglianze tipiche di quel periodo”. Ma il Dipartimento dei Trasporti ha tenuto a precisare: “Il governo di David Cameron non ha intenzione di reintrodurre la terza classe”, suggerendo tuttavia che la richiesta, forte, arriva dalle compagnie ferroviarie. “Per noi – ha proseguito il portavoce del dipartimento – la classe normale è quella standard e siamo aperti solo a proposte che tendano a migliorare il servizio”.

I gruppi organizzati di viaggiatori, come ad esempio Passenger Focus, non sono comunque rimasti soddisfatti dalle risposte governative. “Già oggi – spiega un comunicato congiunto – è difficile trovare un posto a sedere sul treno e solo la metà dei pendolari è soddisfatta dal servizio offerto dalle compagnie ferroviarie. Aggiungere una terza classe significherebbe aggiungere un terzo livello di complessità, di cui sinceramente non ne sentiamo il bisogno. Oggi abbiamo la necessità, invece, di investimenti a lungo termine, che migliorino il servizio, la puntualità e la frequenza dei nostri treni”. Le associazioni di pendolari sono contrarie anche all’introduzione di una classe intermedia, fra la standard e la business, altra opzione al vaglio del Dipartimento dei Trasporti e prospettata da alcune compagnie. Più o meno quanto avviene in altri Paesi europei, in alcuni dei quali è possibile avere fino a quattro classi di viaggio diverse. Anche in Italia la prima, timida privatizzazione in atto ha portato a nuove modalità di viaggio e a tariffe molto diverse fra loro.