Quando nel 2010 le forze dell’ordine fecero irruzione nell’appartamento di Casapesenna alla ricerca del boss dei casalesi Michele Zagaria, forse camminarono sopra la sua testa. Sì, perché la squadra mobile di Caserta ha scoperto che in quella casa si nasconde un bunker in piena regola: una parete mobile nasconde un ascensore attraverso il quale si accede a una stanza sotterranea di 60 metri quadri. L’immobile,intestato ad un imprenditore edile, residente a Modena, ma originario di Casapesenna, era vuoto. Gli investigatori sono a caccia dei professionisti che hanno congegnato il meccanismo, capace di garantire al boss, insieme alla protezione di cui godeva, una latitanza durata 16 anni e interrotta a dicembre con la sua cattura di Nello Trocchia