Una notte di tensione, ma adesso nella Valle sembra essere tornato tutto tranquillo. E’ stata riaperta al traffico poco prima delle 10 l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia dopo che sono terminate le operazioni di bonifica per la messa in sicurezza delle carreggiate dopo il blocco di un gruppo di manifestanti No Tav della notte scorsa. Le trivelle per il treno ad alta velocità si sono messo al lavoro e i No tav sono tornati a protestare in Val di Susa. Duecento persone, tra valligiani, autonomi e anarchici, hanno dato vita all’ennesima dimostrazione contro il supertreno sfociata ieri in un corteo e nel lancio di petardi contro l’imponente schieramento di forze dell’ordine che protegge gli impianti. Non ci sono stati scontri, ma il bilancio racconta di un parabrezza di un’automobile della polizia stradale sfondato a bastonate e di una camionetta dei carabinieri che, circondata dai manifestanti, riesce a ripartire solo con fatica. Un episodio, che come sempre in questo casi, ha due versioni. L’attacco all’automobile della polizia stradale a Susa (Torino) sarebbe stato solo una “reazione” al gesto del capo pattuglia che, “dopo solo qualche insulto” lanciato dai manifestanti, è sceso dalla vettura impugnando la pistola, secondo fonti del movimento No Tav. Diversa la versione della polizia che ha riferito di una vera e propria aggressione stigmatizzata da uno dei sindacati di categoria.

“Ancora una volta alcuni poliziotti sono stati aggrediti in maniera vigliacca da gente travisata che considera la Val di Susa un teatro personale dove commettere violenze e devastazioni. L’aggressione ad una pattuglia della Polizia Stradale di Susa, con decine e decine di soggetti armati di spranga e bastoni, soltanto per un miracolo non è terminata in tragedia. Chiediamo al ministro dell’interno Cancellieri di passare dalle parole ai fatti e di prendere le opportune e definitive decicisioni per la Valdisusa – dice Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap – . Non è più differibile l’invio dell’esercito perché questa situazione ormai non è solo una questione di ordine pubblico e il cantiere è una struttura di interesse strategico nazionale, dunque l’impiego dei militari deve e può essere previsto. Nel contempo, bisogna smantellare i vari campeggi abusivi e tutte le occupazioni illegali presenti in valle perché da lì partono attacchi e provocazioni. Per certa gente l’intera Val di Susa va dichiarata off limits. Senza decisioni draconiane la spirale di violenza non potrà che proseguire e a farne le spese sono e saranno in primis i poliziotti e gli operatori delle forze dell’ordine”. 

La zona degli scontri è quella dell’autoporto di Susa, lungo l’autostrada Torino-Bardonecchia, dove la ditta milanese Rct, per conto di Ltf, la società italo-francese che si occupa della nuova ferrovia, ha cominciato lunedì a sondare i terreni (perforazioni profonde 30 metri dal diametro di 10 centimetri) su cui i binari, per 2,8 chilometri, correranno a cielo aperto. “L’operazione – spiega Ltf – è necessaria per completare la progettazione definitiva, che sarà pronta a gennaio”. Erano arrivate l’altra notte a Susa le trivelle che hanno iniziato gli scavi nei tre punti stabiliti per i sondaggi geognostici previsti dal progetto della Torino-Lione, due all’autoporto di Susa e uno in una zona vicina, che dureranno alcuni giorni.  Tra i No Tav la notizia dell’avvio dei sondaggi si era diffusa sul web e i militanti e nel pomeriggio i manifestanti si sono dati appuntamento.

La giornata di martedì ha registrato anche una misteriosa lettera minatoria indirizzata a un sindaco, Renzo Pinard, primo cittadino di Chiomonte, più volte criticato per le sue posizioni considerate favorevoli all’alta velocità: una missiva identica, compresa la polvere grigia risultata innocua, a quella ricevuta ieri dal sindaco di Susa, Gemma Amprini. Anche la firma è la stessa: un fantomatico Stefano Esposito, omonimo del parlamentare del Pd conosciuto per essere a favore del Tav. “Spero soltanto che tutto quello che sto facendo e, il fatto che mi espongo, serva per il bene della valle e soprattutto dei giovani, che con la Tav potranno avere un posto di lavoro”, è stato il commento di Pinard, che già in passato aveva subito atti intimidatori. L’ultimo una decina di giorni fa, quando ignoti hanno devastato la vigna in cui produce il cosiddetto “Vino del ghiaccio”. Al primo cittadino di Chiomonte è arrivata la soliderietà del sindaco di Torino, Piero Fassino.