Lui continua a correre tra un talk show e l’altro, ma il Pdl dell’Emilia Romagna, dal quale proviene, non lo vede assolutamente di buon occhio. Parliamo di Gianpiero Samorì, l’avvocato di Montese in provincia di Modena, asso nella manica del Cavaliere per andarsi a riprendere il piatto nella complessa mano di poker che saranno le primarie del Popolo delle Libertà.

Partenza subito azzoppata per il potente amico di Dell’Utri e Verdini che si è fatto vedere da Telese e dalla Parodi su La7 in splendido completo bianco, senza lesinare la possibilità di una partecipazione concreta alle consultazioni di dicembre, ecco che parecchie voci discordanti all’interno del suo partito in quell’Emilia Romagna, l’ambito territoriale dove ha ricevuto le stigmate dell’uomo di successo nel settore della finanza e delle banche, hanno immediatamente posto il loro veto.

E’ il caso, soprattutto della sua nemica di sempre, Isabella Bertolini, attuale vicepresidente dei deputati Pdl, una delle fedelissime fin dal 1994 con Forza Italia di Berlusconi e già acerrima nemica di Giovanardi: “Samorì? Se emergono certi personaggi non è più il mio partito”. Lapidaria, la pasionaria di centrodestra, è lapidaria. Un attacco che non risparmia il segretario Pdl, Angelino Alfano, se non addirittura il concetto stesso di primarie per designare il nuovo leader: “Non credo a queste primarie, che sembrano una buffonata perché non ci si confronta sul piano politico e programmatico; non condivido la linea di Alfano e non mi piace la candidatura di Samorì, uno strano personaggio che non credo possa far bene ad un partito che, comunque, ormai non esiste più”.

Una minaccia di abbandono che la Bertolini pare oramai aver messo nero su bianco: “Io da coordinatrice di Forza italia in Emilia-Romagna ho fatto la ‘guerra delle tessere’ con l’obiettivo di avere un partito forte ma trasparente. Una persona come Samorì non posso considerarla un ‘amico’. Alfano ci aveva promesso il partito degli onesti, ma poi ha dato ragione ad altre persone, ha seguito altre logiche, e veder emergere ora certi personaggi mi rafforza nell’idea di lasciare il Pdl”.

L’addio avverrà con ogni probabilità la prossima settimana e il primo passo sarà creare una componente all’interno del gruppo misto alla Camera, insieme agli atri frondisti. Un pacchetto di di 7-8 persone con la speranza di raggiungere quota 10, un occhio rivolto a Monti (“da sostenere e migliorare”) e un altro rivolto verso Casini.

Cazzola e Bignami con Alfano. Ma il dissenso della Bertolini è solo il primo di una lista nutrita. A darle subito supporto, il deputato Giuliano Cazzola che al fattoquotidiano.it dichiara un certo timore per l’eccessiva permeabilità del Pdl: “Il partito è molto penetrabile, ci sono troppe porte aperte”. Poi riferendosi a Samorì: “Io non lo conosco, non so chi sia. Ma del resto sono un uomo della prima repubblica e la gente che sbuca all’improvviso e pensa che un partito nasca per partenogenesi, cioè una riproduzione senza fecondazione, non la capisco”.

L’ex Cgil, poi consulente di Renato Brunetta, si schiera apertamente con l’attuale segretario: “Dobbiamo invece rafforzare Alfano e aiutarlo a liberarsi psicologicamente della figura ingombrante del padre, cioè Berlusconi. Per me l’unico candidato alle primarie è Alfano”

Anche il giovane leader dei rottamatori di centrodestra, Galeazzo Bignami, ex An, e soprattutto ex finiano, cerca di bilanciare la partita delle primarie dal piccolo tifone Samorì: “Non ho elementi per poterlo giudicare, ma se Alfano è l’Alfano visto e sentito nelle ultime 96 ore, avrà il nostro leale sostegno”.

“Attenzione”, continua Bignami, “le primarie servono proprio a questo, a scegliere una leadership dopo che Berlusconi, per un motivo, e Fini, per un altro, non sono più utilizzabili. E’ il passaggio centrale che ci permetterà di diventare un partito normale”.

I sostenitori di Samorì: “Unica speranza futura per il Pdl”. “Non ho parole, non capisco il senso della dichiarazione di Isabella Bertolini: Samorì è l’unica speranza futura per il centrodestra. Speriamo formalizzi la sua candidatura al più presto”, così al fattoquotidiano.it l’avvocato e consigliere comunal di Bologna, Lorenzo Tomassini, uno dei principali sponsor assieme a Carlo Giovanardi e Alberto Vecchi di Samorì.

“Oggi si sono già ritirati dalla primarie Alemanno e la Meloni, e ho già capito che con Alfano si affiancheranno tutti gli ex An”, – prosegue-, “anche se io sono dell’idea che il nostro paese abbia bisogno di nuovi volti e quello di Samorì è quello giusto”.

I 54 anni dell’avvocato di Montese non sembrano però andare incontro ad un’idea di linea giovane auspicata perfino da Berlusconi: “Il fatto anagrafico riduce gli uomini a mozzarelle. Credetemi, le idee non scadono mai”. Ma è sulla discontinuità politica con il governo Monti che Tomassini tesse un filo rosso con Samorì e con alcune recenti uscite del Cavaliere: “Non digerisco alcune posizioni dell’attuale governo dei tecnici, a partire dalla tassa sulla casa: aver avuto accesso ad un mutuo per 30 anni non penso sia un privilegio da tartassare”.