La politica è in progressiva liquefazione, è fuor di dubbio. L’ascesa di Grillo che ha saputo reinterpretare la propaganda alla radice, rifiutando i salotti televisivi e preferendo le piazze e la rete, ha prodotto un altro effetto esplosivo: la trasmutazione dell’evento politico in un gioco a premi dove in palio c’è il consenso popolare.

Era già successo qualcosa di simile in passato dove un magnate televisivo pensò di potersi infilare tra una televendita e l’altra, come si suol dire in gergo,  “a panino” tra tappeti e materassi, per vendere un partito agli italiani. L’estetica era la stessa, una scrivania, una finta biblioteca alle spalle, un venditore, una merce da piazzare. Quel signore vinse a mani basse e da quel giorno non si smise più di citare Antonio Gramsci e la famigerata egemonia culturale stando alla quale – riassumo velocemente citando Wikipedia – la classe dominante sarebbe sempre riuscita, attraverso i suoi strumenti culturali egemonici, i mezzi di comunicazione in primis, (le tv private nel caso del magnate), ad imporre una falsa coscienza ai lavoratori così da spingerli verso modelli culturali consumisti, individualisti, egoisti o comunque utili al potere.

Dopo l’ascesa del magnate alcuni teorizzarono che alla sinistra era mancato un progetto culturale alternativo alle paillette delle veline e ai ricchi premi e cotillon dei quiz televisivi. Così, qualche sera fa, il problema è stato risolto per sempre, la sinistra non è più “un mondo a parte”. Ha trovato un nuovo modello estetico con il quale proporsi agli italiani! Come dire che si è smarcata definitivamente dai suoi consueti iconemi, dai salotti di Vespa e dai talk show alla Ballarò per approdare ad un nuovo format.  E’ il “talent senior show” dove l’unica differenza con X Factor è che non si è trattato di promuovere dei giovani talenti, ma dei navigati politici che corrono alle primarie del centrosinistra, fatta eccezione, ovviamente, per Matteo Renzi, l’unico che anagraficamente può definirsi un giovane rottamatore. I candidati sono apparsi al centro della scena dietro ad un leggio, alle loro spalle un sipario incendiato di rosso, faretti da discoteca sparsi qua e là, musica incalzante da legal thriller, pubblico plaudente, nascosto nell’ombra, ma pronto ad emergere, a tutti sono stati sequestrati i pomodori. Molti i temi affrontati.

Su Marchionne tutti candidati si sono mossi all’unisono, il manager della Fiat sarà mandato per un mese sull’isola dei famosi insieme ad una delegazione di operai in cassa integrazione e affamati. Pare che nessuno di questi sia mai andato a caccia o a pesca in tutta la vita. Per questo si prevede un finale alla Hannibal, the cannibal. Con lui ci sarà anche il ministro Elsa Fornero. E’ risaputo, le lacrime fanno crescere l’audience; soprattutto quando, dopo aver ricevuto un invito al ristorante dell’isola, scopri che tu sei la cena.

Sulle alleanze le vedute, tra chi vuole Casini e chi lo vorrebbe candidato in Camerun, sono apparse contrapposte, ma per rimediare è già stata messa in produzione un’apposita telenovelas dove Vendola interpreterà “la schiava Isaura” dato che Bersani ha già ribadito più volte sui giornali che all’interno dei gruppi parlamentari, unificati, come appunto le reti negli eventi epocali, si deciderà tutto a colpi di maggioranza. Nel caso in cui Vendola rinunci alla scrittura, Bersani ha già pronta una contromossa. Alla prossima puntata che andrà in onda su Tg Sky 24, Pier Ferdinando Casini sarà chiuso dentro ad un pacco, in un altro pacco ci sarà Vendola, il terzo pacco resterà vuoto. Renzi, bendato, potrà scegliere solo due pacchi in meno di cinque minuti. La puntata sarà trasmessa in eurovisione.

Tutti tiepidi con Monti, il problema è dove collocarlo, si cercherà “Un posto al sole”. Infine, Barack Obama, fresco di nomina, intercederà presso le major americane, affinché a Berlusconi, il padre di tutte le televendite, sia affidato il ruolo di J.R. in Dallas, nella riedizione della serie “chi ha sparato a J.R”, pare invece abolita la puntata “il ritorno di JR”.

Scherzi a parte, anche nell’etere scorre il Rubicone, e, come ai tempi di Cesare, è stato ampiamente oltrepassato. Il mondo dello spettacolo, la televisione in particolare, come nel film Videodrome di Cronenberg, ha inghiottito la politica per poi risputarla sotto le spoglie di una chimera. Godzilla, un po’ mostro e un po’ eroe popolare, è il vero vincitore delle X Primary …peccato, io facevo il tifo per Gramsci.