“Contrasto alla disoccupazione giovanile”, “instaurazione di rapporti di lavoro più stabili”, “grande importanza all’apprendistato”. Sono questi gli obiettivi della riforma del lavoro secondo la vulgata del ministro del Lavoro Elsa Fornero, a Napoli per l’incontro con il ministro del Welfare tedesco. “Nello spirito e nella sostanza della legge – ha detto la componente del governo Monti – l’apprendistato, in tutte le sue tipologie, dovrà rappresentare, da un lato, la tipica modalità di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, dall’altro, uno strumento importante per lo sviluppo professionale dei lavoratori”. Non solo. Per Elsa Fornero, “l’apprendistato – ha spiegato durante la conferenza italo-tedesca ‘Lavorare insieme per promuovere l’occupazione dei giovani‘ – è anche il terreno sul quale costruire un’efficace collaborazione tra i diversi attori istituzionali e sociali del nostro Paese. La sua governance richiama autorità locali, Regioni in particolare, e parti sociali a compiere tutti gli sforzi per definire un quadro applicativo completo, omogeneo ed efficiente in tutte le aree del Paese, orientato a offrire ai giovani concrete opportunità di lavoro e crescita professionale”.

Parallelamente alla conferenza stampa, però, grande tensione in città alla manifestazione organizzata contro il precariato. Una protesta a cui hanno partecipato circa tremila persone. Studenti e disoccupati hanno tentato di sfondare il cordone con lancio di pietre, bottiglie ma soprattutto di bombe carta. Nel corso degli incidenti sono stati lanciati dei lacrimogeni per disperdere la folla, mentre i dimostranti si sono riforniti di bottiglie sfondando le campane che raccolgono il vetro. Al momento non ci sarebbero fermati. Il corteo era partito da piazza San Vitale diretto verso la Mostra d’Oltremare. Con maschere sul viso raffiguranti il ministro Fornero, dietro lo striscione ‘Austerity e povertà, jatevenne’, un gruppo di manifestanti si è presentato con il volto coperto da caschi e sciarpe. Alla testa del corteo è stata innalzata una barriera in plexiglas. La contestazione era indirizzata soprattutto ai ministri italiani Elsa Fornero e Alessandro Profumo, presenti all’incontro.