Veltroni is back. “Il protagonista si chiama Giovanni Astengo, con un richiamo così vistoso alla qualità impolitica dell’astensione da risultare un indizio freudiano, la confessione implicita che Walter non ama la battaglia, bensì il consenso”. Così il compianto Edmondo Berselli plaudiva la fatica letteraria di Veltroni, La scoperta dell’alba, scritto in appena 20 giorni nell’agosto 2006, ma la notizia è un’altra: Giovanni Astengo non ha cambiato cognome, ma sesso.

Si chiama Caterina, ha il faccino di Margherita Buy, e stavolta va alla ricerca del papà scomparso negli anni di piombo sul grande schermo. Sempre La scoperta dell’alba, ma di Susanna Nicchiarelli, in concorso alle Prospettive Italia del Festival di Roma.

Tutti si chiedono, il libro l’ha scritto davvero lui? Vana la ricerca del ghostwriter, ma almeno oggi sappiamo chi l’ha riscritto: sempre la Nicchiarelli. “Troppo triste per un film quel Giovanni, che non comunicava con la moglie e aveva una figlia down. Avevo bisogno di leggerezza”.

Essere più leggeri di Walter pare insostenibile, ma pare che il politico-romanziere abbia gradito. E il pubblico? La morettiana regista cita Spielberg, e in effetti le telefonate di Caterina alla Caterina di 30 anni prima sembrano “E.T. telefono casa”, ma altre cose non quagliano: Buy e Sergio Rubini sono a mezzo servizio, i tradimenti hanno la meglio sul terrorismo e quel “se non ti piacciono i Gatto Ciliegia non capisci un cazzo di musica” suona un po’ forte.

Al cinefilo Veltroni citeremmo ad hoc la traduzione italiana di Domicile conjugal di Truffaut: Non drammatizziamo… è solo questione di corna, ma che il film le abbia messe al libro è tutto da vedere. Ma c’è un altro titolo importante: Ritorno al futuro, perché Uolter torna in pompa magna al Festival che creò sette anni fa. Nel generale fuggi fuggi di politici, che ora scambiano il red carpet dell’Auditorium per la via crucis, finalmente una buona novella.

Che aveva già scritto: “Vidi la potenza del passaggio, la transizione fatta natura e conclusa, ogni giorno, con meritato successo. Fu un’alba speciale per quel giorno speciale”. Ma anche no.

Il Fatto Quotidiano, 11 Novembre 2012