Le fa il Pd, le fa il Pdl, le fa la Lega. Ma le primarie, quelle vere, ora le fanno anche Cetto, Frengo e Olfo:  i candidati alle ‘Vere Primarie‘ di Antonio Albanese. La caricatura dei politici è il tema del nuovo film del comico ”Tutto tutto niente niente” in uscita a Natale. La campagna elettorale per le Vere Primarie attraverserà tutta l’Italia e per votare il proprio candidato è sufficiente andare sul sito levereprimarie.it/#/primarie: ”Potranno votare tutti: italiani residenti, italiani non residenti, stranieri regolari e irregolari. È il primo voto politico elettronico in Italia. Alle vere primarie si vota online. Le votazioni chiuderanno alla mezzanotte del 21 novembre e il 22 l’Italia avrà il suo candidato Premier”

La comicità ha sempre un retrogusto amaro, lo dimostrano alcune macchiette storiche come Chaplin o il ritratto di un comico nel libro di Houellebeq “La possibilità di un’isola”.  Circa la comicità, scrive l’autore: “Il mio protagonista, l’attore comico Daniel, è un personaggio che potrebbe essere uscito dalla penna di Balzac. E’ un uomo cinico che diventa ricco e famoso. Critica e si prende gioco di tutto, arricchendosi alle spalle di tutti. La sua è un’evoluzione balzacchiana”. Come spesso accade, la cultura sotto forma d’arte è spesso profetica. In questo caso guardando i trailer e i messaggi elettorali partoriti dalla comicità di Albanese, ci si chiede quanto la stessa satira e fantasia non siano superate dalla triste realtà che stiamo vivendo. Ed eccoli i veri protagonisti della nostra attualità politica, con le loro maniche di camicia piegate per scimmiottare Obama, con la loro carica di proclami iper semplificati per comunicare il nulla in vari format spettacolari, atti a prenderci in giro. Ecco lo spettacolo signori, peccato che non fa ridere.

Scrive ancora Houellebeq: “I comici non servono più a nulla. La loro critica della società non fa male a nessuno. In realtà sono solo dei cinici collaborazionisti del sistema che guadagnano un mucchio di soldi ironizzando sulle contraddizioni della società. Naturalmente non sono i soli. Anche le rockstar incarnano la ribellione al sistema, ma poi sono ricche sfondate.” E quando i politici sono più comici dei comici? quando citare uno studioso, una poesia, usare un linguaggio in italiano “troppo” corretto o consigliare un libro diventa spunto per la presa in giro, c’è ancora da ridere? La cultura è sempre stata disprezzata dalla Lega che per prima ha sdoganato il linguaggio triviale e populista in politica. Strano che proprio chi aveva in sommo disprezzo la cultura abbia imbrogliato in ogni modo per poter avere una laurea, sino ad arrivare a comprarsela all’estero. Citazioni “troppo” colte e linguaggio “forbito”sono definiti “supercazzole” da un pubblico pagante che vuole divorare slogan appetibili, che non facciano venire il mal di testa. L’iper semplificazione del Vaffanculo de “la magistratura rossa”, del pericolo comunista o movimentista porta a una dicotomia pericolosissima e ad uno iato profondo tra chi ha il potere e chi deve obbedire, illuso di partecipare. I messaggi semplici e diretti fanno presa ma ricordiamo che lo spirito critico, lo stimolo a pensare è quello che ci fa evolvere davvero.

La colpa di tutto questo degrado è certamente quel politichese e quella gestione della politica che ha irrigidito ed esasperato i toni, ora chi è alla caccia di quell’eldorado che sono il 44% degli astenuti in Italia, usa un linguaggio di contrapposizione che è comunque vuoto. Un vuoto fatto di slogan e format ripetuti all’infinito, in cui cambiano solo poche parole da adattare ogni volta al contesto. Un vuoto offensivo perché diventa spettacolo. Mentre lo stato fa shopping selvaggio spendendo milioni per gli F-35 ci dicono che non ci sono soldi per gli esodati o per un reddito minimo, eppure molti ordini degli psicologi stanno dando l’allarme Depressione sociale. Stiamo per cadere in un baratro di disoccupazione che porterà grandi fasce di popolazione ad una vera e propria depressione, che è sempre accompagnata dalla rabbia. Rabbia che non si estingue con il dileggio o i finti rinnovamenti di apparati talmente rigidi da risultare granitici ma che deve potersi sublimare in costruzione di qualcosa di alternativo e democratico.

Nel Pd è in atto un gioco di correnti  e ci si vuol contare e pesare, nel movimento 5 Stelle c’è da risolvere il nodo dell’assolutismo di Grillo e la figura imbarazzante di Casaleggio ma gli attivisti sono giovani, freschi e ancora mossi da buone intenzioni, la sinistra radicale propone referendum importanti per il Reddito minimo e contro la diaria. I temi sono complessi, chi ha la ricetta semplice da propinare per ottenere consensi, partecipi alle Vere primarie con Cetto La Qualunque, per tutti quelli che invece stanno costruendo oltre le macerie, buon lavoro.