Continua con i toni di una campagna elettorale la marcia di Forza Nuova alla conquista dell’Emilia Romagna. Obiettivo: la presidenza del Consiglio dei ministri. Il partito, guidato da Roberto Fiore, ha già visitato Rimini e Bologna, e in vista della prossima tappa, Modena, sfodera le bandiere nere e parla di programmi. Senza curarsi troppo delle mobilitazione antifascista che, capoluogo dopo capoluogo, è pronta a scendere in piazza per cacciare “i neofascisti”. Se all’ombra della Ghirlandina tutta la sinistra locale, dall’Anpi al Pd, da Sel all’Arcigay, ha contestato l’arrivo di Fiore, perché una“città medaglia d’oro per la resistenza non può tollerare l’ennesima presenza della destra estrema e razzista” recita l’appello rivolto al Questore affinché “vieti il convegno”, i militanti di estrema destra liquidano la questione come un problema di ordinaria amministrazione. E guardano avanti.

“In Emilia Romagna – spiega Fiore, a Bologna per incontrare la stampa – permane una sorta di ostracismo instaurato dalla sinistra, già dai tempi del comunismo, che stabilisce chi può o non può parlare. Forza Nuova, secondo loro, non può. Eppure lo facciamo già da tempo, e con un discreto successo”. E cita dati, numeri, percentuali in crescita a dispetto della crisi dei partiti che in tutta Italia, sono attraversati trasversalmente da scandali e indagini. Anzi sono proprio loro, i partiti, “con le loro ruberie” ad aver spianato la strada a Fiore e ai suoi militanti. “La crisi politica sta creando nuovi spazi e l’establishment ha già deciso che dovrà occuparli Beppe Grillo. A chi cerca di tapparci la bocca, io rispondo quello che disse Grillo stesso: ‘attenzione, dopo di me c’è Alba Dorata”.

Per Fiore, insomma, le mobilitazioni antifasciste che mano a mano seguono le bandiere nere in giro per l’Italia non solo “spingono la gente a votarci”, ma “impediscono l’unità del popolo”. “Le nostre idee – continua Fiore – potrebbero oggi rappresentare sia il fascista, sia il comunista”. E davanti a chi l’accusa di apologia al fascismo, reato in Italia, in riferimento ai numerosi richiami ‘neri’ rievocati dai militanti di Forza Nuova, Fiore scrolla le spalle. “Il fascismo non c’entra nulla, la soluzione ai problemi dell’Italia moderna va al di là di questa definizione e riguarda il lavoro, la famiglia, la patria: le stesse cose che raccontava il partito comunista”.

Dati alla mano, al declino subito dai maggiori partiti italiani, Pd, Pdl, Lega Nord, Forza Nuova ha risposto con un incremento sostanzioso delle fila dei militanti e una forte campagna territoriale, che in pochi mesi ha moltiplicato il numero delle sedi in tutta la penisola. “In Sicilia il nostro partito, la Rivoluzione siciliana, ha preso il 5% nel messinese, e nei prossimi otto giorni aprirò 5 nuove sedi locali, 3 in Puglia e 2 nel Lazio. A Roma Lotta Studentesca ha portato in piazza 5.000 persone e siamo persino riusciti a organizzare un corteo a Rimini, presentandoci come la nuova alternativa politica. Che dire, non ci interessa quello che pensa la sinistra, né quello che dice chi manifesta, è la partecipazione popolare che conta”.

Per la quale Forza Nuova ha già pronto un mini programma, che secondo Fiore viene da lontano, dall’antica Roma. E si snoda, fondamentalmente, attorno a due punti. La tutela della famiglia e il depotenziamento delle banche. “C’è una parte di mondo, tra cui gli Stati Uniti di Barack Obama, che ha intrapreso un doppio binario, quello di un declino dei valori fondamentali della società, approvando i matrimoni omosessuali, a cui spesso si somma l’egemonia delle banche. Ma questo avviene solo in quella parte di mondo che sta morendo economicamente”. All’America, Fiore contrappone la Russia, la Serbia, la Polonia, il Sud America, dove “sui temi morali sono tutti schierati”.

Se non si fanno figli, dice, “ma si propugna ai nostri ragazzi questo modello alternativo, vi sarà un calo demografico, e la società si indebolirà”. Per questo, ad esempio, è stato affisso alle mura del Cassero, quello striscione che recitava “le perversioni vanno curate”. Era una provocazione, ci tiene a chiarire Fiore, “perché in Italia si drammatizza l’omofobia come fosse un’emergenza nazionale ma non è così, anzi è lo stesso retroscena storico a insegnarci una lezione. Basta leggere il dialogo fra Nerone e Seneca: il filosofo spiegò all’imperatore di Roma che era impossibile permettere l’unione tra due individui dello stesso sesso, perché contro natura”.

Una sfida, quindi, quella dello striscione, “per sollevare un dibattito – anche se poi una data per un incontro pubblico nessuna delle due parti l’ha più proposta – dissipare quella pressione che in Italia porta a tirare fuori la questione gay in qualsiasi trasmissione. E che ha imposto la nomina di Crocetta a governatore della Sicilia per le sue ovvie inclinazioni. Vogliamo risvegliare le coscienze”.

Sappiamo, continua il leader di Forza Nuova, che “la salvezza dell’Italia dipende da questi due punti”. Così sono pronti a scendere in campo, si presenteranno con un simbolo, delle liste e un candidato premier. Forse Fiore stesso, o forse no. Certo è che non si uniranno alla destra attuale, “stampella di un Monti che ci ha consegnati nelle mani di Goldman Sachs, di Morgan Stanley e di tutti gli altri”. “Noi saremo la vera destra – conclude il leader di Forza Nuova – e sostituiremo tutti quei partiti liberal populisti che come il Pdl, sono implosi o imploderanno nel tentativo di dare corpo a un desueto sistema capitalistico. Non possono vincere e di loro non rimarrà nulla”.