Gli indagati sono 118 e 163 i milioni sequestrati. Si chiama “Fort Konx” l’operazione della Guardia Finanza contro i “compro oro”. I militari di Napoli e Firenze stanno eseguendo in tutta Italia oltre 250 perquisizioni. I reati contestati sono l’associazione a delinquere,  il riciclaggio, la ricettazione, la frode fiscale ed esercizio abusivo del commercio. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dalla Procura di Arezzo, solo nell’ultimo anno l’organizzazione ha gestito e scambiato 4.500 chili d’oro e 11 mila d’argento. Il vertice è in Svizzera con centri operativi nei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (Caserta) e Valenza (Alessandria). E’ qui che agivano per la raccolta dell’oro gli agenti intermediari, a loro volta in contatto con una fitta rete di negozi “compro oro” ed operatori del settore che erano alla base della filiera dei traffici. Tutte le forniture del prezioso metallo, ha ricostruito la Gdf, avveniva in nero, al di fuori dei circuiti ufficiali e mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi. Nel corso delle indagini è stata sequestrata una villa a Monte San Savino (Arezzo), che l’organizzazione utilizzava come base operativa, protetta e vigilata, tanto da essere ribattezzata “Fort Knox”. Gli altri sequestri sono stati eseguiti in 23 banche, 8 intermediari finanziari e due fiduciarie.

La crisi economica ha creato i presupposti per il boom del settore, il Parlamento, però, vuole nuove regole, per tutelare chi vende e per non abbassare la guardia sul fronte del riciclaggio: un registro delle attività, un borsino on line, la tracciabilitàdei preziosi. Tre le proposte di legge in Parlamento, due del Pd e una del Pdl. Del settore dei ‘compro oro’ in Italia fanno parte, secondo le stime più accreditate, tra i 5mila e gli 8mila operatori, per un giro d’affari di circa 3 miliardi l’anno. E sarebbero circa 80 le tonnellate di oro e metalli preziosi scambiate.