Pierluigi Castagnetti, Pd, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, ha definito “sconcertante” la memoria riguardante la trattativa Stato-mafia che il procuratore Antonio Ingroia ha inviato al giudice dell’udienza preliminare Piergiorgio Morosini prima di partire per il Guatemala.

Il parlamentare giudica il coinvolgimento postumo del presidente Scalfaro, accusato di cedimento sul tema del 41 bis, “clamoroso e inadeguatamente motivato”. Secondo il deputato Pd “varrebbe la pena rileggere i verbali parlamentari per avere qualche informazione sugli argomenti e sui voti espressi e da quali parti politiche al momento dell’introduzione del 41 bis, per illuminare anche tutto il processo di applicazione e disapplicazione successiva dello stesso”. Castagnetti dice di essere rimasto stupito dalla “insistenza sulla presunta grave e consapevole reticenza degli allora ministri Conso e Mancino. Quest’ultimo in particolare avrebbe taciuto la verità sulle ragioni della sua nomina a Ministro”. A suo parere è assurdo “che si vogliano cercare motivazioni di rilevanza giudiziaria all’interno di quelle tutte politiche che allora, come sempre e come ovunque, presiedevano le scelte dei ministri”.  Per Castagnetti in questo modo l’obiettivo sembra  “aumentare la nebbia anziché favorire la verità”.