Si chiama Open Wireless Movement (https://openwireless.org) e, in pieno fermento elettorale statunitense, è un movimento che cerca di porsi esattamente al centro dei bisogni di una generazione che ha fatto della connessione a internet uno strumento necessario e indispensabile per la vita di tutti i giorni. In quest’ottica, il movimento appoggiato dalla EFF (Electronic Frontiers Foundation) e da numerose altre associazioni di settore, mira ad un futuro in cui la connessione wireless sarà aperta e onnipresente. Non più password e connessioni private o condivise tra pochi prescelti, ma una situazione in cui in caso di necessità si possa sempre trovare una connessione wireless aperta e gratuita. Un’idea che era già nell’aria da tempo per i tecnici della EFF che più di un anno fa sul loro sito avevano già dibattuto in un articolo sul “Perché abbiamo bisogno di un Open Wireless Movement?”. “Storie come quelle in cui la polizia abbatte la porta di un uomo innocente, colpevole di aver lasciato la sua rete aperta, così come le paure per una rete lenta o per la privacy online, stanno convincendo molte persone a bloccare l’accesso ai loro wifi con una password– è il commento di Peter Eckersley di EFF -. La graduale scomparsa di reti wireless aperte è una tragedia dal punto di vista del bene pubblico, per colpa di un dibattito impreciso legato alla privacy e alla sicurezza. Parte del compito dell’Open Wireless Movement sarà quello di ricordare agli utenti che aprire il loro wifi è un atto di responsabilità sociale e spiegare loro che le persone che lo fanno, potranno godere delle stesse protezioni legali che ci sono per un qualsiasi accesso a internet offerto dai provider privati”.

Il movimento, seppur appoggiato da una fondazione, è del tutto libero da ogni condizionamento di tipo politico ed economico e si avvale dell’aiuto di tecnici, avvocati e aziende. Per poter funzionare al meglio infatti è necessario apportare alcune migliorie alle attuali connessioni a internet, sia dal punto di vista della mentalità con cui viene visto l’accesso ai servizi della rete, sia dal punto di vista tecnico. “Il Movimento Open Wireless – spiegano i promotori – immagina un mondo dove le persone possano avere facile accesso a reti aperte per le connessioni a internet, un mondo in cui si possa condividere la connessione privata pur mantenendo la qualità e la sicurezza. Gran parte di questa “visione” è possibile fin da ora. Già oggi molte persone hanno router con la capacità di ospitare alcuni utenti. Ma per rendere ancora più facile la condivisione, stiamo lavorando con una squadra di ingegneri volontari per costruire tecnologie che permettano agli abbonati internet di condividere la loro connessione pur preservando sicurezza, privacy e qualità del loro servizio”.

Secondo i promotori il movimento, se esteso e utilizzato in modo massiccio, potrebbe portare ad una veloce ingegnerizzazione di numerosi servizi che utilizzerebbero la rete nel migliore dei modi, potendo avere la certezza di una connessione veloce e stabile. Così come non si sarebbe chiesto il permesso alle compagnie telefoniche per usufruire dei loro servizi se fosse esistito un movimento del genere già in precedenza, liberando così frequenze radio e abbattendo l’inquinamento elettromagnetico. Allo stesso tempo le paure legate alla sicurezza e alla privacy verrebbero letteralmente spazzate via: “L’utilizzo di più indirizzi IP – commentano -, spostandosi da una rete wireless ad un’ altra, può rendere più difficile per gli inserzionisti e le aziende di marketing, tener traccia di voi senza sfruttare i cookies. Allo stesso modo anche gli attivisti possono proteggere al meglio le loro comunicazioni anonime utilizzando un wireless aperto”. Rimangono i dubbi, a questo punto, su quanti abbonamenti a pagamento continueranno ad esistere se le connessioni saranno così facilmente accessibili e gratuite. Una diffusione che, alla lunga, potrebbe portare ad una prepotente diminuzione delle reti disponibili.

“Ogni volta che mi trovo a parlare o a scrivere sulla mia configurazione di sicurezza – ha commentato Bruce Schneier, saggista e crittografo esperto in sicurezza informatica – l’unica cosa che sorprende la gente ed è oggetto di un gran numero di critiche, è il fatto che utilizzo una rete wireless casalinga aperta. Non c’è nessuna password. Nessuna codifica. Chiunque con un servizio wireless può vedere la mia rete e può utilizzarla per accedere a internet. Per me è parte di una buona educazione di base. Fornire l’accesso a internet per gli ospiti è un po’ come per il riscaldamento e l’energia elettrica, o una tazza di thé caldo”.