La nomina di Franco Battiato ad assessore alla Cultura da parte del neo presidente Rosario Crocetta, è una bella notizia per la Sicilia.
Lo è almeno per due ragioni: la prima è che finalmente avremo una persona colta al posto giusto, che conosce il mondo e la bellezza. Un artista, un uomo di cultura e non un mercante. E non vi sembri poco visti i precedenti. 

Un grande artista non è un tecnico, né tanto meno un politico in cerca di passerelle, ma uno che sa di cosa parliamo, e soprattutto ha una visione. E di questo la Sicilia ha bisogno per proiettarsi dentro una dimensione internazionale, finora del tutto gravemente ignorata. Potremmo dire che dalla politica delle sagre e dei (tanti) finanziamenti a pioggia ad eventi o iniziative senza un progetto strategico (come è stato il circuito del Mito), per elargire prebende ad amici e parenti, finalmente potremo passare ad un discorso di qualità, ad una Sicilia che fa dei suoi talenti migliori i propri ambasciatori. Io credo che questa sia la prima sfida importante che Battiato rappresenta e che sono certa onorerà. 

La seconda ragione  per la quale questa nomina è una buona notizia consiste nello stile con il quale Battiato si è voluto subito distinguere. Non percepirà stipendio, intendendo questo incarico come un doveroso contributo in una fase difficile per questa isola. Un esempio importante, uno stile che spero possa contagiare anche altri siciliani “eccellenti” che spesso della Sicilia si sono dimenticati, perché fuori da tante chiacchiere, la politica del fare, del dare il proprio contributo civico prenda il sopravvento, tagliando caste, prebende e  spreco di denaro pubblico.

Infine, spero che il neo assessore Battiato, abbia a pieno titolo un incarico sulla Cultura, ricostruendo e rivitalizzando un settore che l’ultimo governo regionale ha cancellato di fatto, concentrando le attività culturali in capo all’Assessorato al Turismo. Se così sarà, la sua sarà davvero “aria di rivoluzione”.