Candidature limitate e “ben” distribuite. E’ l’auspicio del presidente del Consiglio Mario Monti, intervistato nel libro in uscita di Bruno Vespa. “Mi auguro che le eventuali candidature siano limitate nel numero e distribuite politicamente per non consentire a nessun osservatore una chiave di lettura retrospettiva sul colore politico di questa compagine” ha detto Monti. Il capo del governo spiega: “Esiste naturalmente la libertà di ogni persona a progettare il proprio futuro. Ma trattandosi di ministri, e per di più di un governo tecnico, mi auguro che le eventuali candidature siano limitate nel numero e distribuite politicamente per non consentire a nessun osservatore una chiave di lettura retrospettiva sul colore politico di questa compagine. Comunque, se dovessi accorgermi che una proposta o un atto di un ministro fosse interpretabile in chiave di acquisizione di favori per il futuro non gli consentirei di portarli avanti”.

Monti alla fine del 2011 ha anche temuto che non ci fossero neanche i soldi in cassa per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici e le pensioni. Vespa chiede se davvero pensava che non avreste potuto pagare gli stipendi di fine anno? “Sì, e anche le pensioni. Meglio riformarle che non pagarle”. Non c’era un problema di cassa immediatamente, “ma ci sarebbe stato a breve. E’ chiaro che senza alcuni interventi, i primi a subire gli effetti peggiori sarebbero stati i più deboli, con redditi da lavoro dipendente e pensioni messi seriamente a rischio”. “L’equità – aggiunge Monti nelle anticipazioni – è solo uno slogan se non poggia sul realismo. Non bastano promesse e parole, serve spiegare ai cittadini la vera portata delle questioni”.

Monti è in Laos per il vertice Asem (il Meeting Asia-Europa) dove ha parlato anche dell’operato dell’esecutivo. L’Italia, spiega, ha adottato alcune “misure di austerità molto drastiche” e una serie di “riforme strutturali piuttosto profonde” che “nel breve periodo causano sofferenza” e non aiutano la crescita, ma è solo grazie ad esse se l’Italia si è assicurata il pareggio di bilancio l’anno prossimo e ha gettato le basi per una “crescita più sostenibile nel futuro”. “L’Italia – ha ricordato Monti, parlando in inglese – un anno fa stava rischiando di dare un forte contributo ad un ulteriore squilibrio all’interno della zona euro e questo ci ha obbligato, sotto la guida dell’Europa, a mettere in atto un numero di misure di austerità molto drastiche, che porteranno il nostro deficit l’anno prossimo in equilibrio in termini strutturali, e una serie di riforme strutturali piuttosto profonde, dalle pensioni al mercato del lavoro, alle liberalizzazioni”. Riforme che, ha proseguito il presidente del Consiglio, “ovviamente nel breve periodo causano dolore e contribuiscono purtroppo negativamente e non positivamente alla crescita. Ma certamente – ha subito aggiunto – sono prerequisiti per una crescita più sostenibile nel futuro”.