La mitica maratona di New York, cui la Grande Mela non rinunciò neanche nel 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle, domani non si correrà. Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha deciso di cancellare la corsa per polemiche innescate dall’opportunità di celebrare quella che a tutti gli effetti è una festa dopo l’uragano Sandy che ha provocato morte e distruzione in tutta l’area metropolitana e non solo. “Anche se la maratona non avrebbe distolto risorse dagli sforzi di soccorso, è chiaro che è diventata fonte di controversia e divisione – ha detto Bloomberg -. La maratona ha sempre unito la città e ci ha ispirato con storie di coraggio e determinazione. Non vogliamo che siano gettate ombre sull’evento e sui suoi partecipanti e per questo abbiamo deciso di cancellarla”.

Poco prima, a Staten Island dove ci sono state 19 delle 41 vittime registrate a New York e dove diversi residenti dicono di essere stati “dimenticati”, il presidente del distretto locale, James Molinaro, spiegava che gli abitanti della zona non vengono informati tempestivamente su come fare per ricevere cibo, su dove vengano allestiti rifugi o su come fare per avere i mezzi per far ripartire le loro vite. “Non c’è nessuno che risponda a queste domande. Ho bisogno di queste risposte, la gente ha bisogno di queste risposte”. Anche perché comincia a far molto freddo e soprattutto per gli anziani la situazione appare insostenibile. Nel pomeriggio il Segretario alla sicurezza nazionale Janet Napolitano assieme al numero due della Fema Richard Serino è andata di persona a Staten Island, dove vivono circa 500 mila presone, per coordinare con le autorità locali gli aiuti. La frustrazione tra la gente del posto si fa però sempre più sentire. Ancora non c’è corrente elettrica, centinaia di abitazioni sono andate distrutte, e molte strade sono ancora impraticabili.

“Stiamo morendo, ci stiamo gelando per il freddo, abbiamo gente che ha superato i 90 anni, qui”, si è lamentato ai microfoni della Cbs un abitante della zona. E ancora, “Siamo ben lontani dallo stare bene. E il fatto che il sindaco vuole che questo fine settimana si faccia la maratona mentre c’è gente che ha perso la vita o famiglie che hanno perso la casa, mi sembra davvero incredibile”, diceva a a sua volta una donna, Nicole Malliotakis. Oggi gli aiuti si sono intensificati. La Croce Rossa ha iniziato a distribuire pasti caldi, ma alcuni residenti, riferisce ancora la Cbs, hanno continuato a protestare. “E’ almeno qualcosa, ma mi aspettavo anche altro, ad esempio una coperta”, ha affermato uno di loro.

Intanto il mondo dello spettacolo si è mobilitato per la città simbolo degli Usa in alcune parti devastata dalla furia dell’uragano. “Siamo qui questa sera per dire a ogni singola persona che soffre che faremo tutto quello che possiamo per aiutare” ha detto la popstar Christina Aguilera dando il via alla serata di beneficenza organizzata da Nbc per raccogliere fondi per le vittime dell’uragano Sandy. “Hurricane Sandy: Coming Together”, ha visto la partecipazione di numerose star di fama internazionale, tra i quali Bruce Springsteen e Jon Bon Jovi, originari del New Jersey, uno degli Stati più colpiti, Billy Joel, di Long Island, Mary J. Blige di New York come la Aguilera, tre membri degli Aerosmith, tra i quali il cantante Steven Tyler, per finire con Sting, che ha suonato la celebre hit dei Police, “Message in a bottle”. “Una delle grandi ironie di questa serata è che le persone che hanno bisogno di aiuto non potranno vedere lo show, perché sono senza elettricità”, ha sottolineato il presentatore Matt Lauer. Tra una performance e l’altra, con sempre in sovrimpressione il numero per donare 10 dollari alla Croce Rossa, sono andati in onda i messaggi di solidarietà di altre star, come Jon Stewart, Brian Williams o Danny DeVito, e le immagini del disastro causato da Sandy.

VIDEO – LA FURIA IN TIME LAPS VISTA DALLO SPAZIO