Quella appena passata è stata una settimana ricca di eventi per camerati e nostalgici del ventennio mussoliniano.

Dapprima la boutade mattiniera sui muri del Cassero di Bologna, rivendicata da Forza Nuova, e poi una specie di carnevalata in quel di Predappio per l’ anniversario della marcia su Roma.

“Il duce per me è stato un padre severo. Se lo andiamo a paragonare a Lenin e Stalin e gli altri non li voglio nemmero citare…è un Angelo” . Queste le parole di uno dei militanti giunti a Predappio per celebrare i “fasti” del ventennio.

Sembravano divi  di un improbabile “Re per una notte fascista”,  allo sbando e senza Gigi Sabani. C’erano i Duce sado nostalgici, i gerarchi, le Clarette, gli squadristi e qualche coro Eia eia alala. La caricatura della caricatura, personaggi in cerca d’autore, li a ricalcare involontariamente le gesta del Gerarca Barbagli.

Si, quello interpretato da Guzzanti nel celebre Fascisti su Marte, a capo di un manipolo di audaci alla conquista del pianeta rosso . “Uomini di fato intrisi, che soli videro l’onore di sentir scoccare l’ora del destino: Marte era italiana, Marte era fascista.”

Predappio come Marte?

In fondo il machismo retorico di questa gente da sempre si presta allo scherzo. La stessa immagine del fascista panzuto e sovrappeso, se non fosse frutto di un’ideologia quantomeno discutibile, conterrebbe quel pizzico di trash dell’uomo italiano un po’ bonaccione  e cafone che all’estero ancora desta interesse e che un po’ piace. Avete presente il boss delle torte? Buddy Valastro. L’italo americano che propone torte complicate fatte di pasta di zucchero tramesso da Real Time?  Beh settanta anni fa avrebbe interpretato il Napoloni del Grande dittatore di Chaplin. Mascella quadrata, pelo sul petto e pancia in fuori.

Poi però da Marte atterro nuovamente sulla terra e penso all’estrema destra ungherese, ad Alba dorata in Grecia, penso a tante amnesie che gli italiani mostrano rispetto al ventennio e allora non rido più.

Non rido più perché le mistificazioni sono pericolose, perché servono a far dimenticare il Manifesto della razza, i massacri perpetrati in Libia ed Etiopia e una guerra suicida a fianco dei criminali nazisti. Mistificazioni che fanno si che si moltiplichino strani personaggi come i fascisti del nuovo millennio, come la Vichi di Casa Pound, quella interpretata questa volta da Caterina Guzzanti,  che come un disco rotto  ad ogni critica risponde “…e le foibe???”.

Allora quasi quasi su Marte ci torno.