A Roma, in via del Plebiscito, c’è un angolo che riassume i benefici della Casta al potere in questi anni.

Si tratta della residenza del Cavaliere Nero.

Infatti, facendo un giro a Palazzo Grazioli, colpisce lo smisurato spiegamento di forza pubblica ancora presente intorno attorno all’edificio. Almeno una camionetta blindata, e un paio di altri mezzi dei Carabinieri, presenti e perenni . Quanto costa a noi contribuenti? E’ una domanda che sorge spontanea, soprattutto considerando che le forze dell’ordine hanno manifestato varie volte davanti a Montecitorio per protestare contro i tagli che prima lo stesso Berlusconi e poi Monti hanno perpetrato ai loro danni, non lasciando neanche i soldi per la benzina delle “volanti”.

Ma non basta. 
A qualcuno forse era sfuggito che, tra le leggi ad personam di Berlusconi, ce n’è una che si è fatto approvare solo per poter mantenere la sua scorta privata (anche da ex premier), scelta da lui e pagata da tutti i contribuenti.

La norma “salva-scorta è stata approvata il 27 aprile 2006 per consentire al Cavaliere nero, subito dopo la vittoria di Prodi, di tenersi gli uomini per la sua “protezione”. Il decreto stabiliva che i capi di governo “cessati dalle funzioni” avessero diritto a conservare la scorta su tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento, ed è passato quasi sotto silenzio (solo Stella, Rizzo e Il Fatto Quotidiano ne parlano) perché mai protocollato e mai pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

In precedenza Berlusconi si era preparato il terreno riuscendo a cambiare le regole sulla sicurezza e imporre uomini di fiducia provenienti dalla sua azienda. Sì, proprio così. E per farlo ha creato un un nucleo per la scorta del presidente che fa capo al Cesis (oggi Aisi, Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) anziché al Viminale. In realtà con l’attività di intelligence vera e propria nulla ha a che fare, ma l’escamotage gli consente di assumere personale a chiamata diretta. Sostituisce così gli uomini dello Stato con quelli della security di Fininvest e Standa: due milioni e mezzo di euro l’anno a carico dei contribuenti.

Ma c’è dell’altro. Leggendo i bilanci pubblicati dal Pdl sui rimborsi elettorali, si viene a scoprire che per Palazzo Grazioli il partito versa più di due milioni l’anno di euro. Anche questi soldi dei contribuenti, che servono per mantenere la reggia berlusconiana in via del Plebiscito. 

Questi vanno aggiunti agli altri due milioni e mezzo di euro per la scorta privata e alle spese per tutti i presidi dei Carabinieri nelle residenze di Berlusconi.

Una cifra complessiva che supera i 5 milioni di euro l’anno: il costo per la realizzazione e la gestione per un anno di 8 asili nido, compresi di spese personale e gestione. In un periodo di tagli alle spese, quelle che mantengono i privilegi di Berlusconi (e a tutti gli altri politici della Casta) dovrebbero essere le prime ad essere eliminate. Altro che tagli al welfare.