Dai 400 agli 800 euro. E’ il costo della campagna elettorale dei candidati del Movimento Cinque Stelle alle elezioni regionali in Sicilia. Cifre inferiori di almeno un paio di zeri rispetto a quelle spese dagli altri concorrenti, che però non hanno frenato la scalata degli attivisti di Beppe Grillo a Palazzo dei Normanni, storica sede del parlamento regionale. Da ieri, infatti, il Movimento Cinque Stelle è diventato il primo partito della Sicilia, eleggendo ben quindici deputati all’Assemblea regionale. Grillo ha vietato l’appellativo di “onorevoli”, ma i cinque stelle dell’isola si godono comunque il massiccio successo alle elezioni siciliane. Giancarlo Cancelleri, candidato governatore che ha conquistato il 18 per cento, è inseguito dai fotografi, ai quali si concede per le foto di rito. Poi lancia subito la prima proposta di legge che i cinque stelle porteranno all’Ars. “Tagliare gli stipendi dei deputati, i benefit, le schede telefoniche, le auto blu”. Giorgio Ciaccio, eletto deputato nel collegio di Palermo, mette nel mirino anche i fondi riservati alla presidenza dell’Ars e al presidente della Regione Rosario Crocetta. “Si parla di cifre altissime, soldi che vengono utilizzato senza alcun obbligo di rendicontazione: vanno aboliti e utilizzati per ripianare il deficit della Regione”. Ciaccio, fondatore del movimento a Palermo, parla anche del rapporto dei cinque stelle siciliani con Grillo e Casaleggio. “Sono dei professionisti, ci hanno aiutato facendo da megafono e da consulenti ma in Sicilia non hanno mai lanciato diktat o avuto voce in capitolo nelle scelte locali”  di Giuseppe Pipitone e Silvia Bellotti