Totò Riina. E’ il sanguinario capo dei capi di Cosa Nostra, l’uomo che dichiara guerra allo Stato. La sua strategia stragista è messa nera su bianco da diversi collaboratori di giustizia. Finisce in manette il 15 gennaio del 1993 e il suo covo non verrà perquisito prima che mani oscure lo ripulissero. Non ha mai fatto cenno ad alcuna trattativa, ma già il 10 marzo del 2004 interviene in tribunale durante un processo che lo vede imputato e gela l’aula. “Il figlio di Ciancimino qui non è stato mai citato, non è stato mai sentito. Perché non si deve sentire il figlio di Ciancimino che era in contatto con il colonnello dei carabinieri? Perché questo Ciancimino che collaborava con questo colonnello non ci viene a dire il perché 5/6 giorni prima l’onorevole Mancino dice ‘Riina in questi giorni verrà arrestato’. Ma a Mancino chi glielo disse 5/6 giorni prima che io venivo arrestato? Allora c’è chi mi ha venduto?”.

Trattativa Stato-mafia: l’accusa e la difesa dei dodici imputati