I volti vecchi della politica sono tutti vecchi nello stesso modo: grigi o pelati, ma ben conservati, con lo sguardo navigato e il sorriso battagliero. Berlusconi è diverso. La fotografia con cui un noto quotidiano, con Lui antipatizzante da sempre, celebra le sue esequie è il primo piano di un Re Lear tenuto insieme dal cerone.

C’è della autentica disperazione nella sua postura: la testa incassata nelle spalle, gli occhi bassi, il doppiopetto antiproiettile. Per inerzia continua a delirare sulle “ragioni d’amore” che l’hanno spinto a regalarci 18 anni della sua vita, con compunzione paterna si dichiara “a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare goal” (i maschietti, le femminucce si sa), ma si vede che il dopo-sestesso lo preoccupa: chi primeggerà alle primarie?

Una delle Amazzoni (oddio, avranno mica una tetta sola?), la Pitbull Santanchè o la Biancofiore con quel nome così spendibile per il nuovo corso di moralizzazione del partito? Baby Al-Phano o Alè-Manno, che per Roma ha fatto peggio di Nerone? Niente paura, Silvio. Sarà il 16 dicembre, male che vada, puoi subentrare a Babbo Natale.

Il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2012