Ci risiamo. Basta una mezza battuta (ma di qualcuno che, in materia, conta) e si scatenano le polemiche. In cucina vincono gli uomini o le donne? Noi di Puntarella stavolta ci limitiamo a riportare un paio di frasi pronunciate di recente da qualcuno che di fornelli se ne intende.

In ordine di tempo l’ultima parola l’ha detta Carlo Cracco – volto ormai notissimo grazie a MasterChef Italia nonché chef pluristellato (il suo ristorante è catalogato fra i migliori 50 al mondo) – il quale in un’intervista a Grazia.it ha dichiarato che di donne, nella cucina di un ristorante, ce ne sono poche. Con una postilla: “Però sui dolci sono imbattibili”. Effettivamente nella sua squadra di gonnelle non c’è neppure l’ombra. Perché? “Il problema è trovarle”, sentenzia il bel cuoco vicentino: “Se hanno famiglia, come fanno ad accettare un lavoro che può finire dopo mezzanotte e che è fisicamente sfiancante?”. Fin qui, l’affermazione è supportata da una spiegazione. Ma è la seconda parte che potrebbe fare infuriare le colleghe: “Anche se ne trovi una decisa e la fai lavorare da sola in mezzo a tanti maschi, non funziona”. Menomale che almeno i dessert li sanno fare meglio, “perché sono più precise”. Ma se la vera dote di uno chef è quella della passione (anche questo l’ha detto Cracco!), una domanda viene spontanea: non erano le donne le regine del focolare, animate da innato talento per queste mansioni?

Andiamo indietro di una decina di giorni e ripeschiamo il parere di Alain Ducasse (vera e propria istituzione della gastronomia, che è stato anche maestro di Carlo Cracco quando lui per un periodo si trasferì in Francia, su consiglio di Gualtiero Marchesi). Al sito di Panorama ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Le donne sono mediamente più brave: fanno le cose con più amore”. Sono in minoranza – a detta sua – solo perché a un certo punto diventano mamme. In altre parole, per fare il cuoco ci vuole anche resistenza fisica, e gli uomini in questo vincono, non c’è che dire. Se non altro quello di Ducasse – complice la delicatezza francese? – non sembra suonare come un attacco diretto alla compagine rosa della categoria.

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