Le polemiche sul termine per le elezioni regionali nel Lazio non accennano a diminuire dopo le esternazioni di oggi del presidente dimissionario Renata Polverini. Alla domanda se si riesce a votare entro l’anno, la governatrice ha risposto: “Ho già detto in altre occasioni che mi sembrava abbastanza improbabile, rispetto alla nostra normativa regionale e ai decreti degli ultimi mesi sulla Spending review e il ridimensionamento del numero dei consiglieri”.

Sempre a margine del viaggio della Memoria, la Polverini ha poi spiegato che rispetto alla lettera inviata dal numero uno del Viminale Annamaria Cancellieri a Repubblica, “mi pare che il ministro ancora una volta ribadisca che ci stiamo muovendo nell’ambito di ciò che la legislazione regionale e nazionale impone rispetto alle elezioni, che si dovranno tenere in tempi rapidi ma al tempo stesso con la garanzia che il decreto che ho il dovere di firmare non rischi di essere impugnato”. 

A chi le faceva notare che difficilmente il Consiglio sarebbe riuscito a modificare le norme che riguardano le materie elettorali, la Polverini ha detto: ”Ho chiesto al presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Abbruzzese di verificare le condizioni. Credo che si possa lavorare in questo senso perché la questione più complessa riguarda il passaggio da 70 a 50 consiglieri”. E ha aggiunto: “Difficilmente lo dite voi”.

In mattinata però è intervenuto il candidato alla regione Lazio del Pd, Nicola Zingaretti: “Tutto quello che si è detto sugli impedimenti legislativi – ha affermato – sono delle colossali balle perché in realtà le norme sono chiare”. Secondo l’attuale presidente della Provincia di Roma “ci sono dei compiti da assolvere indicati dal governo, come la riduzione dei consiglieri ai quali si può adempiere anche dopo il voto nelle regioni in cui il presidente è dimissionario. La presidente si è dimessa il 27 settembre – ha aggiunto – siamo al 22 ottobre e in quasi un mese di tempo non è successo nulla malgrado il governo abbia chiarito che non è solo un problema legislativo ma che anche politicamente sarebbe giusto non lasciare questa situazione di impasse totale -conclude Zingaretti -. C’è un deliberato tentativo di rinviare la data del voto”.

Zingaretti, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un election day, ha affermato che ”con l’election day non si risparmia niente. Anzi, la paralisi come quella attuale costerebbe ai cittadini milioni e milioni di euro in termini di assenza di provvedimenti, di investimenti. Il tema del risparmio – sottolinea Zingaretti – è un’altra delle balle che hanno messo in giro in queste ore per giustificare in realtà la paura di andare a votare. Non c’è alcun risparmio nell’election day fatto ad aprile o in una data vicina al mese di aprile”.

Su quale sarà il perimetro che il centrosinistra avrà nelle prossime consultazione elettorali, Nicola Zingaretti risponde così: “Le forze moderate dovranno trovare grande spazio nella sfida che metteremo in campo. Chiamerò le parti migliori della società a prescindere dal proprio orientamento per costruire una rivoluzione dell’ efficienza, dell’ innovazione e dell’onesta’”. E sull’eventuale alleanza con l’Udc, Zinageretti è chiaro:”Un partito con il quale ho avuto rapporti dialettici ma in queste ore fa scelte che non condivido. Sarà nella mia alleanza? Hanno detto loro di no”, ha aggiunto Zingaretti.  

A Zingaretti risponde l’esponente Udc e attuale vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti: “Mi dispiace deludere Nicola Zingaretti ma l’Udc è un partito autonomo e non si lascia dettare l’agenda e la linea da chi comanda nel Pd e nel centro sinistra-sinistra. Lui e il suo partito hanno scelto una coalizione spostata a sinistra, senza considerare i moderati. Consiglio al candidato Nicola Zingaretti di occuparsi meno delle questioni relative all’Udc – conclude l’esponente Udc – e di più ai contenuti del suo programma per il Lazio visto che dalla provincia di Roma, per ora, non sono arrivati risultati tangibili per i cittadini di questa regione”.